“IL MIO” BORGHI E COLLINE: TAPPE 1, 2, 3

– allora un po’ pizzichi e bocconi questo cammino lo avevo fatto e incrociato diverse volte.. però scrivendone l’articolo, mi era venuta voglia di farlo per bene una volta per tutte come Dio comanda, ossia tappa tappaMA!!.. abitando a Firenze e avendo io tempo libero sempre con orari e giorni a caso (motivo per cui camminare alla scoperta dei dintorni di casa e scrivere Camminare da Firenze mi è sembrata un’ideona!!), l’ho fatto a tappe separate, e le trovate con foto e racconti QUI!!

Le tappe 1 e 3 le ho fatte one way come descritto nel libro, la tappa 2 l’ho trasformata in un anellino e vi ho messo la traccia

-se vuoi acquistare le mie mappe scrivimi a camminandodafirenze@gmail.com o mandami un mess WhatsApp al 339-3006174-

sommario:

  1. TAPPA 1: BAGNO A RIPOLI – PONTE A NICCHERI.. bici+ a piedi+ a piedi con la bici
  2. TAPPA 2: GRASSINA – PONTE DI CARLINO – GRASSINA.. la Fata Morgana e le Stelle Cadenti di San Lorenzo
  3. TAPPA 3: GRASSINA – PONTE DI CARLINO – SAN DONATO IN COLLINA.. tra boschi e arte

ATTENZIONE: io non sono te e nemmeno le condizioni del percorso, del meteo ecc sono sempre le stesse, quindi mettici la testa!! le descrizioni e le tracce riportate in questo sito non implicano nessuna responsabilità da parte dell’autore (cioè io!!) fai solo percorsi adatti a te, alle tue capacità e a chi cammina con te, informati prima presso gli organi preposti sulle condizioni meteo e del percorso, presta la massima attenzione durante l’attività e assicurati di avere scarpe, abbigliamento, attrezzature e acqua adeguati allo svolgimento in sicurezza della camminata.. io ti do un’idea, tu trasformala in un’esperienza fantastica!!

TAPPA 1: BAGNO A RIPOLI – PONTE A NICCHERI.. bici+ a piedi+ a piedi con la bici

lunghezza: 10,7 km / dislivello positivo: 270m

bus di rientro: 24

i tratti tratteggiati sono quelli che ho fatto senza seguire il cammino: l’arrivo in bici, e un pezzo che mi son distratta!!

29 gen 2024

da inizio anno ho, su gentile concessione di un’amica della mia mamma, una bici rossa semi fiammante con cestino nero. e così parto dalla San Frediano Door dove abito, direzione Bagno a Ripoli in bici! una figata pazzesca!! è tutta pista ciclabile, ci ho messo lo stesso tempo che con il motorino.. un po’ di più per trovare dove parcheggiarla: i porta biciclette son sempre pochini, ma c’è alla Coop che è proprio sotto la Piazzetta della Pace da dove parte “Borghi e Colline“, per gli amici BC..

La PIAZZETTA DELLA PACE è proprio piccolina perchè, come ci racconta il libro-guida realizzato dal Gruppo Trekking Bagno a Ripoli, è stata ricavata nello spazio dell’aia di una delle case che vi si affacciano.. è piccina ma ha un sacco di installazioni importanti: il Monumento alla pace di Marcello Guasti con l’olivo e l’arcobaleno, simboli universali (io ci avrei messo anche la colomba, visti i tempi, meglio uno in più che in meno!), una targa contro la violenza sulle donne e una contro omo/transfobia e discriminazioni in genere, cose anche queste che dopo millenni che ci siamo dovrebbero ormai essere scontate ma, sempre visti i tempi, vederle scritte nero su bianco da un Comune e ripeterle una volta in più, fa sempre bene

dalla Piazzetta il percorso passa un attimo all’interno di Bagno a Ripoli, caffeino anche se son già l’11 (ma tanto io all’alba non parto mai!), e poi dai Giardini Silvano “Nano” Campeggi, che “prestò il suo tratto inconfondibile al cinema di Hollywood“, si entra nel verde della campagna, delle stradine vicinali e dei sentierini tra le querce ogni tanto e i panorami ogni spesso, chiesine in “mattoncini” di alberese (la pietra locale) e vecchie case di contadini che, ora tutte rimesse e belle, li farebbero resuscitare tutti al pensiero di quanto era dura invece viverci prima!!

Davanti ai giardini di “Nano” c’è il fontanello dell’acqua, e davanti al fontanello c’è un Monumento ai Caduti nel Comune di Bagno a Ripoli durante la 2 guerra mondiale, che ne riporta non solo i nomi e le date, ma anche una mappa dove si trovano tutti i cippi commemorativi.. alcuni li incontreremo strada facendo.. un bel monumento e un buono spunto per andare a giro ( e magari anche per imparare a non far le guerre e ammazzar la gente!)

Poco più in là della Pieve di Ripoli, varcando una soglia in un muro, come per magia, si entra immediatamente in un’altra dimensione: si lascia la città e si entra nel verde della campagna!! verde che proprio qui l’Associazione A.R.C.A. (Associazione Ripolese per la Cultura dell’Ambiente) sta cercando di salvare e riqualificare, identificando percorsi, piante e punti di interesse affinchè non vadano perdute le testimonianze del vecchio passato agricolo della zona, come il “Sentiero dei cespugli” e la “Foresta degli aceri chioppi”

Colline, olivi e panorami.. il primo si apre sulla Pieve di Ripoli e su Firenze e la Torre del Gallo (che come sempre non manca mai!!), poi via via giro giro, abbracciano tutti i monti di là d’Arno, e quelli che incontremo invece di qua nelle prossime tappe (il Poggio di Firenze, l’Incontro e dei Balestrieri, il Monte Pilli..) e poi quelli verso sud ” ma di la” fino a Poggio la Sughera e alle colline di Scandicci..

un saliscendi semplice, rilassante, senza nessuno e molto piacevole da fare con un sacco di punti per fare belle foto!!

e a forza di far foto e camminare senza tempo ne pensieri, a un certo punto mi son distratta e ho lasciato il cammino per fare una stradina parallela, una bella stradina di campagna dove approfittarne per fare un picnic tra gli olivi!

– di stradine e viottole –
– di Pievi, Chiesine, Oratori e Cappelline –

La Pieve di San Pietro a Ripoli, è la prima che si incontra, è bellina anche vista da dietro, così che spunta dalla campagna tra qualche casa, l’abside tondeggiante, il campanile quadrato, e tutti quei “mattoncini” di alberese.. in realtà i “mattoncini” non sono “mattoncini” ma pietre, di alberese appunto, lasciate con i bordi irregolari dal taglio e accatastate, questo tipo di muratura molto comune da noi si chiama filaretto.. mentre son li davanti che la osservo e guardo come l’ho disegnata sulla mia mappa (ci ho preso abbastanza!), mi metto a chiacchiera con un signore che mi racconta che li davanti in passato si radunavo le truppe dirette verso Siena; il piano della Chiesa era più in basso rispetto al piano stradale, non come ora, per entrare “ci si doveva abbassare” facendo 3 gradini; e si dice che alcune delle colonne della Chiesa siano quelle di una vecchia villa romana che si trovava da queste parti.. peccato che deve accompagnare il Prete a Firenze sennò mi avrebbero fatto entrare a vederla, è romanica e una delle più antiche della zona (è aperta negli orari della Messa)

San Tommaso a Baroncelli la troviamo poco dopo su un cucuzzolino dal quale si vede benissimo il Viola Park.. per entrare in questa Chiesa invece che scenderli 3 scalini, vanno saliti (ma è chiusa) e si dice che il Crocifisso al suo interno sia miracoloso!! sotto il tetto ha una balza in mattoncini che sembra un merletto rosso!

Poi è la volta della Cappellina del Crocifisso, li in mezzo agli olivi precisa precisa a far da spartitraffico tra 2 stradine di fronte al cimitero di Baroncelli, vi dovete per forza affacciare al vetro della porta, e aguzzare la vista per ammirare lo sfondo del Crocifisso: vi è dipinto il panorama su Firenze che si godeva da Baroncelli nel Rinascimento!!

e ultimo ma non ultimo, l’Oratorio di Santa Caterina dalle Ruote.. davanti si trova un apiario didattico dell’Arpat (l’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani) che arriva ad ospitare anche fino a 60000 api, le quali ogni giorno visitano ben 14 milioni di fiori!! dentro l’Oratorio (ma era chiuso anche questo!) c’è un importante ciclo di affreschi di Spinello Aretino.. in teoria con questa camminata ho visto un sacco di opere d’arte straordinarie, in pratica non ho visto nulla perchè son specializzata nel beccare sempre tutto chiuso!!

– di storie di caccia e storie di guerra –

La guerra lascia segni indelebili sempre, coinvolge tutto e tutti, e anche posti fuori mano o a i quali noi non pensiamo perchè fuori dai nostri trantran, possono rilevarsi silenziosi testimoni degli orrori della guerra in un modo che non ci saremmo mai aspettati.. è il caso di Villa La Selva, non passiamo proprio di li, ma la vediamo sul colle davanti prima di ridiscendere all’Oratorio di Santa Caterina.. Villa La Selva ha un passato orribile di quelli che nessuno vorrebbe mai avere, e dei quali mai nessuno vorrebbe far parte: tra il giugno del 1940 e il settembre del 1943, fu un campo di internamento per antifascisti e stranieri, ma dal 9 novembre 1943 al 9 luglio 1944, divenne un vero e proprio campo di transito per gli ebrei in attesa di essere deportati nei campi di sterminio.. la Villa era stata sequestrata ad un ebreo nel 1938 e arrivò ad ospitare fino a 200 persone.. i primi a ricambiarne le sorti, furono i partigiani nel maggio del 1944 liberando e salvando da morte certa, i 42 internati che vi si trovavano.

storia diversa ha invece il nome del podere della fattoria l’Antella, che si trova in cima all’ultima salita prima di ridiscendere al Ponte a Niccheri: la Ragnaia… deriva da un vecchio metodo di caccia che consisteva nel legare agli alberi delle reti creando così una sorta di tele di ragno (le ragnaie appunto) dove gli uccellini restavano impigliati (come appunto in una tela di ragno!)

da qui l’arrivo è dietro l’angolo, si ridiscende sotto l’autostrada e di la ecco l’ospedale di Ponte a Niccheri e la fermata dell’autobus.. il 24 vi riporta a Bagno a Ripoli.. se attraversate la strada e lo prendete dal lato dell’ospedale andate diretti, sennò se vi va di stare ancora a giro, lo prendete dall’altro lato e vi fate tutto un giro lungo che passa da Grassina e dal Balatro

CONCLUSIONI DI FINE TAPPA: non ero mai stata a camminare da queste parti, il troppo vicino alla città è spesso snobbato e qui “c’è città” giro giro.. ma in realtà come succede da me in San Frediano, basta fare un passo in più, girare un angolo, salire un attimo, per ritrovarsi subito immersi nel verde della campagna e dalla tranquillità.. le macchine e la città son lontane anche se vicine e non si sentono più… una giornata top, un percorso veramente bellino, comodo, che stupisce e regala gioie sotto tutti i punti di vista!! Molto bellino anche l’abbinamento bici+trek, anche se io al ritorno ho bucato e ho spinto la bici fino a casa!! DA FARE!!

QUANDO FARLA: è quasi tutto su stradine vicinali di campagna, quindi a livello tecnico può essere fatto in ogni stagione, ci possono essere pozze e mota se è piovuto ma non ci fai i fanghi come su altri percorsi.. c’è però da tenere presente il fattore caldo, dato che in parte è al sole e siam praticamente a Firenze non certo al fresco di Vallombrosa!! però proprio per questo è perfetto d’inverno per scaldarsi un po’ e d’estate per fare i romantici al tramonto!!

-di panorami, cappe e monti-
(le foto con i nomi dei monti son fatte con l’app Peak Finder)

TAPPA 2: GRASSINA – PONTE DI CARLINO – GRASSINA.. la Fata Morgana e le Stelle Cadenti di San Lorenzo

lunghezza: 12km / dislivello positivo: 360m

7 feb 2024

di questa 2° tappa sono un habitue perché è uno dei miei percorsi must (anche se un po’ diverso) per portar “le genti” la notte di san Lorenzo a veder le stelle cadenti: quale miglior posto in una notte magica, di un monte ispirato a una strega e che ospita la Fata Morgana?? e poi è dietro casa e non sempre le stelle cascan di domenica!!

partenza da Grassina, ci sono arrivata stavolta in motorino, e ritorno direttamente qui, perché questa è una tappa che si presta benissimo ad essere trasformata in un anellino visto che per lo più gira intorno al Monte Fattucchia!!

la MIA TRACCIA la trovate QUI !!

partiamo

il primo pezzetto che va dall’Ospedale di Ponte a Niccheri a via di Campigliano, l’ho saltato a piè pari, per questioni logistiche e perchè tanto fondamentalmente passa da dietro il vialone che porta all’ospedale e dalla via Chiantigiana che porta a Grassina.. quindi lasciato il motorino all’inizio di Via di Campigliano si parte lungo fiume .. l’Ema .. che incontreremo anche più in là e che ci racconta un aspetto fondamentale di questa zona e che forse non tutti sanno: qui in passato eran tutti o quasi lavandai!! fino alla metà del secolo scorso i panni sporchi della borghesia e nobiltà fiorentina si lavavan qui, soprattutto durante Firenze capitale, e ciò rese Grassina e l’abitato di Bubè diversi dagli altri borghi intorno a Firenze che eran per lo più tutti legati all’agricoltura!!!

quindi MAGIA, LAVANDAI, COLLINE, PANORAMI e CAMPAGNA, sono per me i fili conduttori di questa tappa dove, ancor più che nella prima, sorprende come appunto basti fare un passo per ritrovarsi immersi nel verde del rosmarino (se ne trova a gogò!) e nel silenzio pur avendo la città davanti!! Sacro e profano si intrecciano visto che non mancheranno Tabernacoli (compreso uno dedicato alla Madonna del Buon Viaggio!), Chiesine e anche un Presepe fuori stagione in un posto inaspettato.. il passato ci riappare nelle vecchie case da contadini e da signore, nella targa al partigiano Osvaldo Ignesti e nella Gila, una mia compagna di classe alle superiori che l’artista Silvano Porcinai, nonchè nostro prof di modellato al Liceo Artistico, ha immortalato nella statua de La Lavandaia in piazza a Grassina!!

-di tutto un po’ ma viottole e stradine son la mia passione.. c’è pure la Gila!-

di panorami ci se ne leva la voglia!! secondo Peak Finder si arriva fino alla Secchieta e al Falterona.. secondo i miei occhi e la cappa che c’è sempre sopra fino a Firenze, un po’ meno!! Peak Finder è un’app molto bellina che usando la fotocamera, vi dice i nomi dei monti che state guardando.. io e lei facciamo delle sfide incredibili ad ogni panorama… per ora vince sempre lei ma sto recuperando!!.. scherzi a parte è molto utile per imparare a riconoscerli o verificare se ci avete preso magari cercando prima di raccapezzarvici usando una carta!! si vede anche buona parte della camminata “Dalle stalle alle stelle”.. osservare i percorsi “da fuori”, è una cosa che mi piace da impazzire, ti da tutto un altro punto di vista!! e tra questi olivi (dalla parte che non guarda Firenze) di stelle per San Lorenzo se ne vedono abbastanza.. l’importante e aver abbastanza culo da vederle cadere!!

– di Panorami e altre camminate –
le foto con i nomi dei monti son fatte con l’app Peakfinder

la prima parte è tutta su e giù, e pure un po’ intorno, al MONTE FATTUCCHIA, poi si attraversa il Torrente Grassina a Bubè (borgo dal nome decisamente fantastico, pare derivi da quello di un suo abitante!) e si sale di là.. sul Fattucchia ci sono un sacco di dicerie.. a partire dal nome: si dice vi abitasse una fattucchiera per questo si chiamerebbe così, di certo c’è la FONTE DELLA FATA MORGANA che secondo alcuni è opera niente popo’ di meno che del Giambologna.. detta anche Casa delle Fate, venne fatta realizzare nella seconda metà del 1500 da Bernardo Vecchietti, consigliere di Francesco I de’ Medici (quello dello Studiolo del Principe in Palazzo Vecchio, andatelo a vedere che è fichissimo!).. Il Vecchietti era quello che oltre a un sacco di altre cose, possedeva la bella villa con torre che si vede sulla collina davanti, e buona parte dei poderi della zona..

è stata un’opera innovativissima, peccato non si possa entrare: un mix tra un ninfeo e un grotto, per realizzarla eliminarono una parte del colle e l’interno entra nella profondità della grotta vera, nella quale si trovava già la sorgente

sulla nicchia centrale, detta Fonte dei Viandanti, sono ancora visibili le parole ” Io son quella, o lettor, Fata Morgana che giovin qui ringioveniva altrui. Qui dal Vecchietto, poichè vecchia io fui ringiovanita colla sua fontana” chissà se prima c’era un’immagine della Fata a pronunciarle.. sulla soglia d’ingresso un mosaico di sassolini bianchi e neri compone la scritta “Fata Morgana”.. era proprio casa sua.. c’era anche una sua statua all’interno, forse del Giambologna, ma ora è a casa da qualchedun’altro visto che oramai è scomparsa da tempo!!

secondo le leggende nelle notti d’estate, bellissime fate e ninfe appaiono qui per far feste e baccanali .. Morgana era la famosa fata-sorella di Re Artù!!

di vero ci sono invece le vasche in pietra che servivano da abbeveratoi e lavatoi, e i NOCI che sono stati piantati di la dalla strada.. e mentre c’è ancora chi giura che l’acqua della Fata faccia ringiovanire, da sempre si racconta che il noce è L’ALBERO DELLE STREGHE per eccellenza (importantissimo quello di Benevento!).. sotto i noci si tenevano i sabba e dormirci sotto si sa che rende pazzi, indemoniati o quantomeno, ti fa svegliare con un terribile mal di testa.. per non parlare poi del fatto che non si deve mai piantare gli alberi di questo frutto vicino alla stalla, perchè se le sue radici ci vanno sotto, vi ammazzeranno tutti gli animali!!.. le credenze e i saperi contadini hanno sempre un fondo di verità: i noci come i faggi, rilasciano nel terreno delle sostanze nocive per “la concorrenza” che ne rallentano la crescita, in modo da non avere intorno altri grandi alberi che gli freghino luce, spazio e nutrienti.. tale composto chimico è chiamato juglone, e viene rilasciato dalle foglie e dai gusci quando cadono a terra

per non perdervi questo luogo magico, quando arrivate al Borghetto di Fattucchia fate una piccola deviazione, invece di andare a destra scendete giù lungo via di Fattucchia e poi tornate sui vostri passi per riprendere il cammino

da qui ci passa anche uno de I Cammini dell’Acqua di Pubbliacqua e Comune di Bagno a RIpoli: “Il sentiero di Morgana”

– a pranzo dalla Fata Morgana sul Monte Fattucchia –
se volete foto bellissime e inusuali della foto cliccate qui sul blog di Andrea Rontini

Rispetto alla prima tappa, qui si incontrano meno Chiesine, ma quella di Grassina incontrata sul finale è veramente una chicchina.. sei li che te ne torni al motorino e con la coda dell’occhio la vedi.. son pure tornata indietro!! si vedeva solo il campanile, li che con nonchalance faceva finta di essere un cipresso.. li per li pensavo ci fosse solo lui, aveva un che di fiaba, roba inglese alla Hanry Potter.. in realtà c’è anche la Chiesa! fateci caso quando passate che è un colpo d’occhio fantastico!!

– di campanili e di cipressi –

Passata la Chiesa di San Martino ai Cipressi o a Strada e il tabernacolo della Madonna del Buon Viaggio, si attraversa la Chiantigiana e si riarriva a Grassina, da qui ci sarebbe ancora un pezzettino di tappa che risale su per un boschetto e riscende all’Ema vicino ai lavori per la nuova rotonda.. è il pezzetto più wild di tutta la tappa!

SUGGERIMENTO: arrivati in fondo al boschetto c’è l’Ema, il sentiero va a destra sul Ponte di Carlino dove finisce la tappa.. dovendo però tornare indietro dato che c’è il cantiere stradale, è meglio girare a sinistra passando dal viottolino tra gli orti e il fiume.. tutto dritto e riecco il motorino

CONCLUSIONI DI FINE TAPPA: a me questo giretto piace parecchio, è super panoramico, tranquillo, dietro casa, perfetto per quando hai il giorno libero in mezzo a una settimana di fuoco: non ti vuoi svegliare prestissimo perchè hai bisogno di riposare, ma vuoi andare lo stesso a fare in giro per non passare anche il giorno libero chiusa da qualche parte.. opppure d’estate che di giorno fa caldissimo per un’uscitina serale anche infrasettimana dopo lavoro, per fare un picnic, prendere un po’ di fresco e vedere du’ stelle!!è da fare anche se non siete in un periodo incasinato!!.. e poi c’è la magia della Fata Morgana!!

QUANDO FARLA: come per la tappa 1 è quasi tutto su stradine vicinali di campagna, quindi a livello tecnico può essere fatto in ogni stagione, tranne l’ultimissimo pezzetto nel boschetto sopra Grassina ma lo potete anche evitare, anche perchè è veramente un pezzetto corto corto e non siam certo nella foresta di Sherwood!!.. c’è però da tenere presente il fattore caldo, dato che in parte è al sole e ripeto non siamo a Sherwood ma praticamente a Firenze!! però proprio per questo è perfetto d’inverno per scaldarsi un po’ e d’estate per fare i romantici al tramonto!!

TAPPA 3: GRASSINA – PONTE DI CARLINO – SAN DONATO IN COLLINA.. tra boschi e arte

lunghezza: 12km / dislivello positivo: 610m

bus di rientro: 351A/ 3A + 24

19 feb 2024

anche questa tappa come si suol dire ce’l’ho ni cuore perché ci son venuta diverse volte con i gruppi (camminata “Paesaggi Statuari”), ma la parte de Lappeggi mi mancava ed era tanto che la volevo fare.. c’ero venuta solo una volta a mangiare la pizza con i compagni del liceo su idea del Prof Porcinai, sempre quello che ha fatto la statua della Gila nella 2° tappa… alla fine a me questo cammino mi riporta a scuola !!

il sottotitolo che ho dato a questa tappa però, non ha niente a che fare con i miei anni alle superiori, ma al fatto che più o meno nascoste nel BOSCO DI FONTE SANTA, ci sono molte opere di un altro grande artista della zona ANTONIO CRIVELLI: ci sono santi, animali e guerrieri che sembrano un po’ dei troll con tanto di spade .. aguzzate la vista!!

anche qui non mancheranno la MAGIA – si passa dalle rovine del Palazzaccio di Marcignano dove si dice si nasconda la gallina dalle uova d’oro!.. né i PANORAMI sui poggi sotto i quali passeremo in questa tappa (Casa al Monte Monte e di Firenze) e nelle prossime (Monte Pilli, Incontro, Terra Bianca e Balestrieri), ai classici dei dintorni (Monte Morello, fino all’Appennino).. nè pezzi di STORIA – si va dalla Villa Medicea di Lappeggi, alla Chiesina di Sant’Andrea a Marcignano, alla via di transumanza maremmana per finire con il Rifugio di Fonte Santa dove si radunarono i Partigiani della Brigata Sinigallia prima della Liberazione di Firenze

PARTENZA E ARRIVO: io sono arrivata in motorino fino alla piazza di Grassina,poi ho rifatto il viottolino tra l’Ema e gli orti di fine tappa 2 e sono riarrivata alla rotonda dove ci sono i lavori stradali e il Ponte di Carlino dal quale parte la tappa.. una salitina subito nel verde che porta poi alle case de Lappeggi

per il ritorno invece è un po’ più complicato: la tappa finirebbe a Fonte Santa ma è in mezzo al bosco.. quindi

  • – o fate come ho fatto io che sono scesa giù a San Donato in Collina (con la speranza di trovare le frittelle di carnevale ma niente, ci son proprio solo il fine settimana!), poi da qui prendete il 351 A o il 353 A fino all’Antella + il 24 fino a Grassina
  • – o proseguite fino ad Osteria Nuova: da Fonte Santa il cartello dice che c’è un’oretta di cammino, ma io non mi ci ritrovo mai in quelle tempistiche perchè mi fermo 200 volte a far foto guardarmi intorno… considerate che dal parcheggio di Fonte Santa, dove c’è il bivio per il sentiero 8B, ad Osteria nuova ci sono circa 6 km se tagliate lasciando il BC e passate da Ruballa.. da Osteria Nuova potete poi prendere il 24 fino a Grassina
– di tutto un po’! –

LAPPEGGI a me è piaciuto tantissimo.. un borghettino di case in linea lungo la strada in cima al crinale, con una super vista sia di qua che di là.. vi abitavano i lavoranti dei poderi della Villa Medicea che è poco più la.. una signora che era li fuori su una seggiolina a prendere il sole, mi ha detto che “ora che le hanno rimesse son tutte belle queste vecchie case, hanno tutte un sacco di sole, ci si sta bene, anche se c’è un po’ d’umido e a volte dalle valli sale la nebbia” .. ci sarà anche umido ma a me pare proprio un gran bel posto!! “c’è anche la PIZZERIA ma è aperta solo il fine settimana e ha un bel giardino.. d’estate ci si sta bene!” .. e la pizza è pure bona confermo!!

dopo 200 foto al panorama, più avanti c’è la Villa Medicea.. son stati fantastici perché hanno lasciato uno spazietto aperto di fianco al cancello per passare.. dei vecchi fasti è rimasta solo la scalinata monumentale in pietra che però è chiusa mi sa pericolante, ma ci si passa accanto.. pare che il nome Lappeggi derivi proprio da questa villa LA PEGGIO di quelle possedute dai Medici.. a me non mi pare così male!!

da qui si riscende e altri PANORAMI ci circondano.. dove non arrivano gli occhi Peakfinder mi dice che si può arrivare fino alle Apuane, al Cimone e al Monte Giovo verso nord.. e alle Cornate di Gerfalco e Montieri verso sud

– guardando Monti e Panorami la Toscana diventa piccina picciò.. è tutta li!! –

Proseguendo una stradina di campagna ci porta prima al Tabernacolo di Picille (se deviate un attimo a sx arrivate al borghetto di Picille) e poi deviando di un pelo a dx alla Chiesetta “con le palle” ossia Sant’Andrea a Morgiano.. con le palle perchè l’intonaco si è scrostrato resistendo a tondi in qua e in la.. anche qui panorami e olivi a gogo… Il Tabernacolo ha accusato un po’ gli anni ma prima pare fosse addirittura una Cappellina.. più avanti ancora c’è il borghetto de Le Tavernuzze, come tutti i posti che si chiamano così, deve il suo nome al fatto che qui un tempo c’era un luogo di ristori per pellegrini, viandanti e transumanti.. oggi ci sono delle bellissime damigiane di vetro da fotografare, una fonte e mai nessuno!!

IL BOSCO DI FONTE SANTA E LE OPERE DI ANTONIO CRIVELLI.. a me è capitato di incontrarlo un paio di volte, le prime sue opere si incontrano poco dopo l’abitato delle Tavernuzze, quello il sentierino nel bosco si reinmette sul sentiero più largo, poco più avanti sulla sx ecco gli Apostoli, li schierati a godersi il panorama.. tutti tranne Simon Pietro che non ne ha voluto sapere di star girato di là!! le altre opere le trovate nei pressi del Palazzaccio ( sulla dx ci sono un circolo di pietre e tra gli alberi vicino alla fonte un elefante e l’uomo di Neanderthal.. attenzione alle api: con il caldo son tutte alla fonte!!), e poi più sparse al pratone di Fonte Santa .. c’è anche la Fata morgana in giro!!

scopri la storia delle statue di Fonte Santa leggendo qui l’articolo di Andrea Rontini

PAR D’ESSERE AL MARE!! mentre girellate per i boschi di Fonte Santa fate attenzione alle piante che vi circondano: correnti Atlantiche provenienti dal mare, corrono lungo la Valle dell’Arno e arrivano al Poggio di Firenze (che è qui dietro!) ancora cariche di umidità, creando così un microclima tipico del litorale che favorisce una vegetazione un po’ alternativa e “fuori luogo” tipo il Pino Marittimo nonostante si sia a 90km dal mare e ad una quota di 690mslm!!

Il PALAZZACCIO DI MARCIGNANO ormai è un affascinante rudere ingabbiato, ma quando era nei suoi cenci faceva parte di una triade di fortilizi (insieme a Tizzano e Musignano) a difesa e controllo della zona e della via di transumanza.. oltre alla gallina dalle uova d’ora, pare che nei suoi sotterranei ci sia un passaggio segreto sotterraneo che collega i fortilizi al “non più” castello di Gavignano (quella villa stupenda con le pecore e i maremmani in fondo al pratone di Fonte Santa).. mentre il suo aspetto un po’ inquietante, lo ha fatto diventare luogo di ritrovo di diavoli e streghe .. io non ho mai beccato nessuno di loro ma ci son sempre passata di giorno!!

Le Vie di Transumanza eran quelle vie usate dai pastori per spostare le greggi dai monti a valle, o al mare, e viceversa a seconda delle stagioni, da qui passava la Maremmana perchè appunto accompagnava in Maremma i pastori della Val di Sieve e dell’Alto Casentino in viaggio lunghissimo che iniziava con l’arrivo dell’autunno, e li riportava a casa prima dell’estate.. spesso avevano dei muretti laterali in modo da contenere le greggi, luoghi di sosta e strutture ricettive con abbeveratoi per le greggi, pedaggi e gabelle da pagare (che venivano poi usate per il mantenimento della via) e regole ben precise da rispettare: tipo non si potevano attraversare città o centri abitati, e non si poteva sostare più di 2 notti nello stesso posto .. lungo le vie della transumanza non si muovevano solo pecore e persone, ma anche saperi tradizioni stili di vita storie e racconti, erano un collegamento e un collante sociale tra mondi diversi ma uniti tra loro.. la montagna e il mare.. qualcuno si portava appresso la famiglia, qualcun’altro ne aveva due una qui e una là.. tutti non vedevano l’ora che i pastori tornassero per ascoltare le loro storie dell’altra parte del mondo!!

– sul finale –

L’acqua di Fonte Santa invece, a fine 1600 venne fatta imbrigliare dal Cardinale Francesco Maria de Medici per averla diretta a casa nella Villa de Lappeggi!!.. mentre i pagani culti dei “Fontinaliae” vennero sostituiti da raduni poetici di facoltosi fiorentini che qui nei dintorni avevano le loro ville, e si riunivano qui per decantare poesie… poco poetico è stato invece il gesto del fidanzato di Giulia Giusti che qui la uccise a soli 22 anni il maggio del 2009 alle ore 13.. anche i posti paradisiaci possono diventare inferni in un attimo per colpa della cattiveria umana

L’ULTIMA BATTAGLIA.. non solo poeti, pastori e viandanti si ritrovarono a passare da queste parti, ma anche i Partigiani della Brigata Sinigaglia.. come si legge nella lapide di sinistra nell’estate del 1944 ” in questa casa voluta dai cittadini antifascisti nel ventennio, trovarono ricovero i Partigiani della Brigata Sinigaglia, riorganizzando le loro file per la battaglia finale della liberazione di Firenze.. rifugio era stato infatti costruito tra il 1935 e il 1938, dagli abitanti dell’Antella che vi organizzavano delle “gite”..

la Brigata era intitolata ad Alessandro Sinigaglia, fondatore dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) fiorentini, e guidata da Angiolo Gracci detto Gracco, al motto di “Insorgiamo” scesero da qui e si unirono al resto della divisione Garibaldi (guidata dal famoso partigiano Potente) per liberare finalmente Firenze l’ 11 agosto 1944 .. in quello stesso giorno il più giovane partigiano che ne faceva parte, Silvano Sarti, compì 19 anni.. tra le file della Brigata Sinigaglia c’erano anche 31 stranieri: 23 sovietici, 3 polacchi, 3 jugoslavi e 2 statunitensi

io sono arrivata alla Casina (così è chiamato il Rifugio Antella) con la maglietta PRESS di Wear The Peace, in onore tutti i giornalisti e in generale di tutte le vittime palestinesi che in questo periodo più che mai, stanno venendo massacrate dalle truppe israeliane, in quello che si può definire il primo genocidio in diretta della storia.. purtroppo il fatto che sia in mondo visione non serve a fermarli.. sperando che anche il Popolo Palestinese possa finalmente liberarsi dagli oppressori, ringrazio intanto chi ha combattuto per liberare noi

Wear the Peace , Indossa la Pace, è un progetto che attraverso la vendita di magliette e felpe porta aiuti non solo in Palestina ma anche in altri luoghi critici del pianeta, per sostenere il progetto trovate tutte le info qui

da qui dopo qualche metro siete al bivio dove scegliere se scendere a San Donato in Collina e girare a sx e arrivare ad Osteria Nuova.. io sono andata a San Donato

CONCLUSIONI DI FINE TAPPA: a me questo cammino piace sempre di più!! mi piace andare in giro in generale, mi piacciono i boschi ma anche la campagna con le sue tradizioni contadine, le chiesine e i borghetti.. non mi piace la storia, perchè è tutta guerre e non capisco come sia possibile che siamo riusciti a creare opere straordinarie, ma non abbiamo ancora capito che dobbiamo andar d’accordo, non mi piace la storia ma per andar d’accordo son convinta che vada saputa, e in questa tappa c’è un po’ di tutto: c’è la campagna, c’è il bosco wild, e la storia della resistenza!!

QUANDO FARLA: rispetto alle altre 2 tappe qui c’è il bosco e quindi più ombra, ma solo nell’ultima parte, quindi come per le altre 2 tappe fatela quando vi pare ma occhio al caldo e se piove parecchio ovviamente nel bosco fate i fanghi!!

Buon cammino cercatori alle prossime tappe e poi un nuovo cammino!!

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