SULLA RIVA SX DELL’ARNO: da Firenze a Lastra a Signa

– Dalla fermata Paolo Uccello della tramvia T1 di Firenze, alla stazione di Lastra a Signa, alla scoperta della riva sx dell’Arno.. una passeggiata semplice, un po’ lunga ma praticamente in pari (14,5 km, con 104 m di dislivello totale in salita), che vi porterà alla scoperta dei numerosi parchi dalla parte opposta delle gettonate Cascine, della ciclabile dell’Arno e dei Percorsi Naturalistici Fluviali di Badia a Settimo e San Colombano .. incontrerete pezzi di storia poco conosciuti come la stupenda Abbazia di Badia a Settimo del 1236, e il confine di Los Angeles posto dagli alleati sul vecchio ponte di Mantignano, accanto al quale vi aspettano uno dei 7 alberi monumentali di Firenze, una farnia spettacolare, e poco più in là il punto fatidico in cui la Greve si getta in Arno.. il tutto con solo un paio di pezzetti su asfalto!!

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sommario:

  1. RIEPILOGANDO:
  2. du parole prima di partire..
  3. andiamo..
  4. L’ISOLETTA IN MEZZO AL FIUME E QUEL GENIO DI LEONARDO
  5. PARCO DELL’ ARGINGROSSO e dell’ISOLOTTO
  6. MANTIGNANO E LE SUE PERLE: LA FARNIA MONUMENTALE E IL CONFINE DI LOS ANGELES
  7. LA FARNIA
  8. L’INCONTRO CON LA GREVE, POZZI DI MANTIGNANO, LA CICLOVIA DELL’ARNO E IL PERCORSO NATURALISTICO FLUVIALE DI BADIA A SETTIMO E SAN COLOMBANO
  9. L’ABBAZIA DI BADIA A SETTIMO E IL MUSEO MINERALOGICO E PALEONTOLOGICO GAMPS
  10. IL PARCO FLUVIALE “DI LA’ D’ARNO”
  11. BIBLIOGRAFIA E LINK VAGANTI

RIEPILOGANDO:

focus: trek in tramvia e treno

  • scoprire una zona fuori dai soliti itinerari turistici: la riva sx dell’Arno e i suoi parchi e giardini: Giardino del Lungarno dei pioppi e isolotto, Parco dell’Argingrosso, Percorso Naturalistico Fluviale Badia a Settimo e San Colombano, Parco Fluviale Di Là D’Arno
  • albero monumentale la Farnia di Mantignano

dove: partenza da Firenze fermata Paolo Uccello della Tramvia T1, arrivo alla stazione ferroviaria di Lastra a Signa (clicca per i link a Google maps)

Camminando ni’ Comune di: Firenze, Scandicci, Lastra a Signa

tipologia: one way, ritorno in treno da Lastra a Signa

mezzi pubblici: Tramvia T1, treno Lastra a Signa-FI

lunghezza: 14,5 km dislivello + (in salita): 60m

livello escursionistico CAI: T difficoltà: facile impegno fisico: basso

carta: Multigraphic n 510 (un po’ vecchiotta e non c’è tutto)

segnaletica: assente, in parte potete seguire le indicazioni dei cartelli e della app “Firenze the walking city”

traccia: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/sulla-riva-sx-dell-arno-134545907 data mio sopralluogo: 11/04/2023

ATTENZIONE: io non sono te e nemmeno le condizioni del percorso, del meteo ecc sono sempre le stesse, la descrizione e la traccia riportate in questo articolo non implicano nessuna responsabilità da parte dell’autore (cioè io!!) in ogni percorso bisogna metterci la testa, anche in quelli più banali dietro casa, devono essere alla nostra portata e ciascuno è tenuto ad informarsi prima sulle condizioni meteo e del percorso che troveremo presso gli organi preposti, prestare la massima attenzione durante l’attività svolta e fornirsi di scarpe, abbigliamento, attrezzature e acqua adeguati allo svolgimento in sicurezza.. e tutto ciò dipende da te!!

varianti: si può accorciare rientrando prima dalle stazioni di San Donnino o de Le Piagge, si può invece allungare proseguendo attraversando l’Arno a Ponte a Signa e rientrando facendo tutta la riva dx, oppure partendo dai Giardini di Santa Rosa vicino a Porta San Frediano

deviazioni: visita ai borghi di Mantignano e Badia a Settimo con la splendida Abbazia romanica

stagionalità e criticità: fattibile sempre ma ATTENZIONE A:

  • se l’Arno e la Greve sono in piena, una volta arrivati alla Farnia monumentale passare da Mantignano paese invece che dall’argine lungo fiume dietro l’acquedotto;
  • da Mantignano in poi, il percorso è quasi tutto al sole: d’estate sul mezzo del giorno “ci si coce”!!

fondo: stradine sterrate + pezzetti d’asfalto

acqua: ci sono fontanelli alla partenza nell’area cani, alla passerella dell’Isolotto e al Parco dell’Argingrosso

punti di ristoro e bar: alla partenza e alla fine

du parole prima di partire..

E’ un trek in Tramvia e treno, fattibile anche da chi è a piedi nel vero senso della parola: si parte dalla fermata Paolo Uccello della tramvia T1 e si torna con il treno.. ma se 14,5 km son troppi, potete anche tornare indietro prima attraversando l’Arno (c’è il ponte!!) e prendere il treno dalle stazioni di San Donnino o de Le Piagge! … se per voi invece 14,5 km son pochi, arrivati a Lastra a Signa potete attraversare il Ponte a Signa e tornare indietro dai Renai e fare anche tutta la riva dx dell’Arno fino alle Cascine!!

Bellino anche in bici, e ne potete approfittare per fare una deviazione e visitare i borghi di Mantignano e Ugnano che prendono il nome da antichi centurioni romani.. se invece come me state in San Frediano o vi va di partire da un po’ più in là, potete partire dai Giardini di Santa Rosa e dare un’occhiata anche al vecchio Gasometro (qui un tempo c’erano le fonderie di Firenze) e al Tabernacolo con l’affresco del Ghirlandaio (quello accanto all’ingresso del circolino, ebbene si è un signor tabernacolo coi contro cazzi!!)

Tecnicamente è una camminata facile basta andare tutto dritto a parte in un paio di punti in cui c’è da girare, ma non ci si perde, anche se non c’è segnaletica da seguire ne una mappa recente che copra sta zona! .. le uniche due cose alle quale porre attenzione sono il caldo estivo, buona parte è al sole, e il livello dell’Arno e della Greve: il sentiero tra il lungo Greve e il dietro dei pozzi di Mantignano (dove incontra l’Arno) non è molto alto sul fiume, tenetelo presente se è piovuto parecchio.. magari dalla Farnia monumentale proseguite attraverso i Borghi di Mantignano e Ugnano fino a riprendere poi la ciclabile.

Per quanto riguarda acqua e cibo ci sono fontanelli lungo il percorso, e anche bar alla partenza e alla fine, un sacco di bei pratoni per fare picnic e rilassarsi (ovviamente il tutto nel massimo rispetto e riportando via tutto ciò che abbiamo portato, e magari anche qualcosa che abbiamo trovato) ma pochi posti “ufficiali” per fare pipi!!

andiamo..

dalla fermata della tramvia andate a sx lungo l’argine e seguite il corso del fiume che sarà la nostra guida per tutto il tempo..

La zona intorno alla fermata della T1 un tempo era abitata dai barcaioli dell’Arno e deve il nome PIGNONE proprio alle “pigne” alle quale venivano legate le barche.. dove ora sorge la passerella della tramvia si trovava infatti nel 1700 il porto Leopoldino, che si spera a breve venga restaurato come è in progetto ormai da un po’, era dove attraccavano le barche cariche di carbone destinato al gasometro di Santa Rosa, ma pare ci fosse un porticciolo già nel 1300 e anche prima con gli Etruschi.. l’Arno è stato da sempre un’importante via di comunicazione!! tutto intorno si sviluppò il borghetto del Pignone con, oltre alla case dei barcaioli e dei portuali, tutti i magazzini e i servizi per il porto .. la primissima parte che passa dietro le vecchie case a me piace un sacco!! quando il gasometro cessò la sua attività, il porto cadde’ in disuso, venne in parte sommerso e danneggiato dal fiume e dimenticato.. con i lavori della Tramvia è stato ritrovato e smantellato.. le pietre si trovano in quel cancello lungo il Poggio Imperiale dove c’è il semaforo, in attesa di essere rimontate.. io mi son sempre chiesta cosa fosse quel cancello!!

siamo sul Lungarno dei Pioppi e da qui arriveremo tutti dritti fin quasi al Ponte all’Indiano costeggiando tutte le Cascine .. la prima parte del GIARDINO del LUNGARNO DEI PIOPPI è molto a giardino urbano con grandi lecci che fanno ombra, le panchine e i vialetti. Arrivati all’altezza della passerella dell’Isolotto, che vi porta volendo alle Cascine e unisce i 2 mercati di qua e di là d’Arno, costeggiate il cantiere della vecchia pescaia sorpassato il quale l’aspetto del lungarno cambia completamente: siamo nei GIARDINI DELL’ISOLOTTO in una dimensione molto più di parco, gli spazi si allargano e le persone si diradano.. iniziamo piano piano a uscire dalla città.. qui è perfetto per sdraiarsi a guardare le nuvole passare, fare un picnic o leggere un libro nel verde ma senza allontanarsi da casa!!

L’ISOLETTA IN MEZZO AL FIUME E QUEL GENIO DI LEONARDO

Nel 1500 ai tempi di Leonardo da Vinci, nel mezzo all’Arno si formava un “isolotto” lungo circa 1km, che andava da via Bronzino a via Palazzo dei Diavoli, chiamato “l’isola di legnaia” e dal quale prese poi appunto il nome l’Isolotto.. il tutto è documentato benissimo proprio da Leonardo che venne incaricato della bonifica della piana Monticelli-Legnaia-Cintoia, e dei renai e isolotti che si trovavano lungo l’Arno.. ovviamente Leonardo fece un progetto dettagliatissimo con disegni stupendi!!

Il progetto venne poi ripreso un secolo dopo da Vincenzo Viviani (anche lui un bel cervello visto che era discepolo di Galileo!) e prevedeva, oltre alla realizzazione di opere idrauliche, che la zona umida e bassa tra l’Argin Grosso e il fiume costituisse un invaso di espansione durante le piene, mentre dall’altra parte dell’Arno venissero mantenuti i renai e i terreni incolti e boscosi, per continuare a sfruttare la riserva di canneti e legname (da qui il nome “Legnaia”), e soprattutto (guai a toccarla!) la Bandita di caccia e pesca Granducale (dove ci sono le Cascine ora!)

Passato il Golf Club (di la dalla strada) girate a sx, attraversate la strada ed entrate nei Giardini dell’Argingrosso..

PARCO DELL’ ARGINGROSSO e dell’ISOLOTTO

tra via dell’Isolotto e via dell’Argingrosso è un’area verde di ben 15 ettari con orti sociali, dove è vietato l’uso di concimi e fertilizzanti chimici!, fontanelli, un’area giochi e un bel laghetto dove osservare l’avifauna lacustre stanziale o di passaggio.. ps come in tutti i laghetti e fiumi, non ci vanno buttate le tartarughe che non volete più, che sennò fanno un casino!! e nemmeno i pesci!!

Da qui dobbiamo lasciare parchi e giardini e fare un pezzetto su strada, perchè non ci sono ponti per attraversare la Greve fino a Mantignano.. direte “che c’entra la Greve?” c’entra perchè è qui dietro e proseguendo lungo l’Arno dopo il Ponte a all’Indiano, ce la ritroviamo davanti a sbarrarci la strada .. questa deviazione però ci permetterà di ammirare la super Farnia di Mantignano e scoprire i confini di Los Angeles dove non ci saremmo mai aspettati, quindi deviamo!!

Lasciamo il giardino dell’Argingrosso (che prende il nome appunto dal grande argine sull’Arno, qui un tempo era zona paludosa!!), passiamo sotto il Viadotto dell’Indiano, superiamo i Vigili del Fuoco e giriamo a sx all’Accademia Cinofila, da qui tutto dritto mantenendo la dx sul ponte riusciamo ad attraversare la Greve e ad arrivare a ..

MANTIGNANO E LE SUE PERLE: LA FARNIA MONUMENTALE E IL CONFINE DI LOS ANGELES

arrivati sul nuovo PONTE che porta a Mantignano, ci troviamo davanti la MAESTOSA FARNIA di Mantignano, uno dei 7 alberi monumentali di Firenze, e la STORIA DELLA RESISTENZA LOCALE con il Ponte dei Cazzotti e l’inaspettato confine di Los Angeles… partiamo dalla cosa che sicuramente vi intriga di più:

WELCOME TO L.A.… tutto parte da quel ponticino dismesso, vecchio e pure un po’ scassato che vedete parallelo al ponte nuovo, ed è al di la di quello che lo troverete: dalla parte mantignanese del ponte nuovo, girate intorno all’alberone (che è la Farnia!) risalite sull’argine ed eccolo li il confine di Los Angeles!!

quel ponticino è il famoso PONTE DEI CAZZOTTI, che già dal nome è tutto un programma, venne realizzato nel 1906 dal Comune di Casellina e Torri al posto della vecchia passerella di legno per rendere l’attraversamento carrabile.. il punto è che lo fecero un po’ strettino e così spesso nascevano delle belle diatribe su chi doveva passare per primo e da qui il nome!! Durante la guerra Mantignano ebbe un ruolo importante per la resistenza: nonostante fosse piccolo e brutto questo era l’unico ponte rimasto in piedi oltre al Ponte Vecchio, inoltre qui vi era la struttura dell’acquedotto (i Pozzi di Mantignano) che doveva essere difesa affinchè la popolazione della zona non restasse senza acqua.. il 4 agosto 1944 il ponte viene minato e presidiato dai tedeschi, ma nonostante ciò i Partigiani delle SAP (Squadre d’Azione Patriottica) della zona Mantignano, Ugnano e San Bartolo, riescono a sminarlo già nella mattinata e nel pomeriggio arriva la cavalleria: i Neozelandesi dello squadrone B del 20° reggimento corrazzato. Intanto i Partigiani iniziano lo sminamento della zona e 4 giovani + 1 restano uccisi nel farlo: Dino Catarzi, Alfredo Marzoppi, Ascanio Taddei e Gino del Bene ( Silvano Masini verrà poi trovato lungo il fiume freddato dai colpi di una mitragliatrice).. ma eccoci arrivati a Los Angeles.. il 22 agosto a presidiare la zona arrivano gli americani, anzi i NISEI soldati americani di origine giapponese, una divisione di fanteria dei Red Bull, e son loro che scrivono la famosa scritta “LOS ANGELES CITY LIMITS” sul ponte.. scritta che è ancora li anche se ormai nascosta dalle piante e dimenticata ai più.. Nel Giardino Caduti del 4 Agosto vicino alla Chiesa di Mantignano trovate un monumento in memoria dei 5 ragazzi caduti per la libertà

LA FARNIA MONUMENTALE.. la trovate li sulla curva a vegliare il ponte.. quasi non ci si fa caso arrivandoci in macchina, ma a piedi avete tutto il tempo e lo spazio per andarla ad ammirare in tutta la sua imponenza.. anche perchè per andare a vedere il Confine di Los Angeles ci dovete girare intorno!! questo è uno dei 7 alberi monumentali di Firenze (trovate gli altri 6 a questo link):

  • nome scientifico: “Quercus Robur / Peduncolata
  • nome comune: “Farnia”
  • albero n: 80359 cod albero: 106716
  • altezza: 20m
  • circonferenza: 2,8m
  • segni particolari: bellissima, ha delle foglie fantastiche e grandi!!

LA FARNIA

è la quercia comune europea, e un tempo ne ricopriva la maggior parte del territorio sopratutto al nord, era considerata sacra e abbatterla era vietato pena la morte, ma poi perse il suo ruolo divino di unione tra cielo e terra e venne tagliata senza ritegno in ogni dove per sfruttare il suo resistentissimo legno, o creare spazi dove coltivare e allevare il bestiame.. qui da noi ancora si trovano in mezzi ai grandi terreni coltivati o vuoti, esemplari di farnia isolati: sono gli “alberi da meriggio” con la sua grande chioma fornivano ombra alle greggi e ai contadini sul mezzo del giorno.. erano lasciati apposta, così come quelli lasciati per segnare confini e proprietà

Un albero bello e robusto, questo significa il suo nome: “quer” dal celtico = bell’albero, e “robur” = robusto… ha un legno resistentissimo che cresce lentamente e questo fa si che sia anche molto longeva (anche 1000 anni!!) oltre che molto grande!! per questo da sempre è considerata simbolo di resistenza, immortalità (o quasi) e saggezza (più campi, più impari cose, più diventi saggio) ed era ritenuta super sacra.. la quercia era considerata l’asse del mondo, uno di quegli alberi dell’universo e della vita, metteva in relazione il cielo con la terra, il divino con il materiale, era la pianta dei Re degli Dei sotto al quale i saggi e gli oracoli ricevevano messaggi e consigli.. si credeva che Zeus mandasse i suoi messaggi tramite le folgori e la quercia e uno degli alberi più colpiti dai fulmini .. E’ l’albero del sole e dell’estate, Re Quercia giovane e forte si contrappone a Re Agrifoglio vecchio e barbuto (tipo Babbo Natale!) re dell’inverno, la loro lotta continua con la predominanza alternata dell’uno e dell’altro, da vita alle stagioni: durante il solstizio d’estate Re Quercia è al massimo della sua potenza, ma si sa quando raggiungi la cima poi riinizi a scendere e così dal solstizio in poi è Re Agrifoglio che inizia a diventare più forte portando l’inverno, fino al solstizio quando Re Quercia ricomincia a risalire e tutto ricomincia

Tornando a cose più terrene oltre alla sua bellezza e forza, le querce, le farnie in particolare, sono importantissime per la biodiversità, grazie alle loro dimensioni offrono riparo e sostentamento ad una infinità di animali che la abitano, o che ci passano per riposarsi o mangiarne i frutti o gli altri animali che vi si trovano: solo di insetti vi si possono trovare 280 specie diverse!! e tutti questi animali li possiamo trovare in ogni sua parte tra le fronde della sua chioma, nei solchi della sua corteccia, o tra le sue salde radici.. non c’è una parte della quercia con dia vita, non scordiamoci che in tempo di guerra ha sfamato e salvato anche tantissimi di noi!

curiosità legata ai frutti: le nostre ghiandole e il glande derivano il loro nome dalla loro forma simile a quella delle ghiande ( dal latino glans, glandis)

Qui invece trovate il link al trailer di un film che esce ora a gennaio e che casca proprio a fagiolo: “La quercia è i suoi abitanti”!!.. Manco a farlo apposta!!

L’INCONTRO CON LA GREVE, POZZI DI MANTIGNANO, LA CICLOVIA DELL’ARNO E IL PERCORSO NATURALISTICO FLUVIALE DI BADIA A SETTIMO E SAN COLOMBANO

dalla Farnia risalite appena sul ponte e prendete il sentiero lungo l’argine al di la della strada (senza riattraversare il ponte!) questa è la Greve che ci riporterà all’Arno!!

ATT: se i fiumi sono in piena potrebbe non essere il caso di passare di qui, perchè gli argini qui sono bassini e potrebbe esserci l’acqua .. meglio allora proseguire attraverso i borghi di Mantignano e Ugnano (via di Santa Berta, via di Scopaia, e via di Ugnano), fino riprendere poi la ciclabile una volta passato l’Acquedotto di Mantignano.. è un giro meno green, ma vi farà scoprire questi due borghettini di origine romana e le loro chiesine

se i fiumi lo permettono passare di qui sarà invece un piacevole giro, più wild dei lungarni precedenti, vedrete appunto dove la Greve si unisce all’Arno con un insolito punto di vista sulle Cascine, il retro dei Pozzi di Mantignano, ossia l’acquedotto costruito in epoca fascista, che hanno come dirimpettai di là dal fiume la stazione ferroviaria delle Piagge.. da qui in avanti il treno sarà un vostro compagno di cammino e se il vento a favore, ne sentirete anche gli annunci alle stazioni!!

fatti un paio di km dalla confluenza Greve/Arno, sulla vostra sx in prossimità di una casa, troverete una scaletta che vi condurrà all’innesto Ciclovia sull’Arno/via di Ugnano.. salita la scaletta c’è una sorta di spiazzo, fate qualche passo verso via di Ugnano e sulla dx in prossimità del casottino davanti alla casa, c’è un viottolino: quello è l’inizio della ciclabile … da qui di nuovo tutto dritto!!

La Ciclovia dell’Arno (CA) è un percorso non ancora ultimato, di 270km che renderà percorribile tutto il lungarno per intero dalla sorgente sul Monte Falterona, alla sua foce a Marina di Pisa .. a questi si aggiungono un altro 100 di km di deviazioni e percorsi locali nei comuni attraversati… però ancora mancano diversi pezzi, ultimata sarà fichissima anche da fare a piedi!!

Proseguendo si passa sotto l’autostrada A1 e si costeggia un vecchio allevamento di animali, per fortuna dismesso ma brutto da far paura, e delle vecchie pompe e strutture idriche per regimare i fossi.. queste son belline!!

Il Percorso Naturalistico Fluviale Badia a Settimo e San Colombano, è un vecchio progetto che appunto segue l’Arno in queste 2 zone, ed è stato attualmente ripreso dal Comune di Scandicci per realizzare “La Via dei Tre Fiumi: l’Arno, la Greve e il Vingone” una ciclovia di circa 20,5km che appunto collegherà i 3 fiumi attraverso un percorso lungo gli argini, con tanto di cartellonistica esplicativa.. in parte percorre il giro che stiamo facendo noi.. trovate la brochure cliccando qui

L’ABBAZIA DI BADIA A SETTIMO E IL MUSEO MINERALOGICO E PALEONTOLOGICO GAMPS

Arrivati alla passerella che porta a San Donnino, prendete la stradina sulla sinistra per una deviazione stupenda e ricca di fascino !!

vi ritroverete così alla stupenda e poco pubblicizzata, ABBAZIA DI SAN SALVATORE E SAN LORENZO A SETTIMO (da lei appunto il nome di Badia a Settimo.. Settimo invece deriva dalla distanza dalla città).. anche se ora è poco famosa era un tempo ritenuta uno dei monumenti “tra i più insigni di Toscana e d’Italia”, ed è una delle 5 Abbazie di Firenze: a nord la Badia Fiesolana, a est la Badia di Ripoli, a sud quella di San Miniato al Monte (la vedete con questa camminata!), a ovest questa e al centro in città la Badia Fiorentina

E’ Romanica ma già prima c’era un piccolo oratorio che, nel 1004 i Conti Cadolingi (non per bontà di cuore ma per mantenere il controllo sul territorio) fecero trasformare in Abbazia niente popò di meno che dai Monaci Benedettini (il top di gamma per ste cose a quei tempi!).. è stupenda con un che di ravennate nelle forme del campanile!!

Nel 1060 venne donata a Giovanni Gualberto (quello che ha fondato Vallombrosa!) e così l’Abbazia entrò in pompa magna e ufficialmente nella lotta contro la simonia (possibilità di comprare la grazia per i propri peccati) della Chiesa Fiorentina, fu infatti qui che tale Pietro fece la prova del fuoco per dimostrare che le accuse contro il Clero cittadino erano giuste e appoggiate da Dio: camminò sui carboni ardenti senza bruciarsi e da quel giorno venne chiamato Pietro Igneo

All’interno dell’Abbazia ci sono opere di artisti notevoli come il Ghirlandaio, Giuliano da Maiano e il Bulfalmacco, a proposito di storia un po’ più recente, dal dicembre del 1946 vi riposano le ossa del poeta Dino Campana

per INFO E VISITE potete:

  • inviare un sms al n° 3382092853
  • lasciare un messaggio in segreteria lasciando un vostro recapito al n° 0557510537
  • visitare il sito www.badiadisettimo.it

Il GAMPS ossia il Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia di Scandicci, è un altro gioiellino che trovate da queste parti: un museo su minerali e fossili che farà impazzire i vostri bambini ( e anche voi grandi!!) si perchè qui ci trovate non solo i resti di squali e balene che milioni di anni fa popolavano la Toscana quando era ancora sotto il mare, ma anche Tosca il fossile di balena più completo d’Europa e una collezione di fossili luminescenti cioè che sberluccicano (alla luce di speciali lampade UV)!!

il museo è gestito tutto da VOLONTARI e son sempre loro che hanno ritrovato questi reperti fantastici.. le visite si tengono su prenotazione il sabato e la domenica o in aperture speciali tipo le feste di Natale.. inoltre organizzano i Paleocompleanni e laboratori e visite guidate per le scuole!!.. non potete non andare a trovarli !! ma se ormai siete curiosissimi e impazienti potete fare un tour virtuale sul loro sito (e poi magari gli lasciate un’ offerta vera e non virtuale!)

Per info:

IL PARCO FLUVIALE “DI LA’ D’ARNO”

Tornate sui vostri passi fino a reincontrare la ciclabile, prendete a sx e andate dritto oltrepassando gli impianti di depurazione di San Colombano e alcuni campi di fave, arrivati ad una casa, mentre di là dal fiume si intravedono già i laghi dello Stato Libero dei Renai, prendete la stradina sulla sx: benvenuti al PARCO FLUVIALE DI LA’ D’ARNO

ci sta che se come me avete sul telefono delle app sul camminare vi indichino che qui ci sono dei laghetti.. non è più così ora ci son solo le conche e gli avvallamenti che ne costituivano il letto, riempite da stupendi prati verdi ottimi per un picnic con svacco di fine escursione!!

mi raccontava un signore incontrato li, che un tempo anche questa zona era come sono oggi i Renai sulla riva opposta: laghetti e zone di espansione del fiume dal quale veniva tirata su appunto la rena.. da questo lato si son poi seccati e al posto dell’acqua è cresciuta l’erba!!

è un parco molto carino al termine del quale c’è anche un bar pizzeria la “Locanda del Parco Fluviale” dove fermarsi a prendere una birretta o restare a cena.. ormai siamo arrivati alla fine della nostra camminata, da qui si prosegue all’interno di Lastra a Signa fino alla stazione dei treni per poi tornare a Firenze.. il treno c’è ogni ora fino alle 23,28 e costa 2,80€

Mappa: Ed DREAM “n4 Firenze, Chianti fiorentino e Val di Pesa”

Traccia

LIBRI:

Piero Bargellini Ennio Guarnieri “Le strade di Firenze” Bonechi Editore

Andrea Petrioli Fabrizio Petrioli “I dintorni di Firenze alla sinistra dell’Arno” Ed. Sarnus

LINK:

Wikipedia

Orari tramvia: Gestramvia.it

Orari treno: Trenitalia.com

isolottolegnaia.it

Mappa alberi di Firenze: ambiente.comune.fi.it

Abbazia di Badia a Settimo: sito

GAMPS museo di minerali e fossili a Badia a Settimo

Buona camminata esploratori!!

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