– Si parte dalle stalle dei Giardini delle Ex Scuderie Reali di Porta Romana (i giardini dell’Ex Istituto d’Arte per intendersi), e si sale su fino alle stelle di San Miniato al Monte, con il Parco della Rimembranza in onore dei caduti della Grande Guerra, la stupenda Basilica e il Cimitero degli Illustri, per arrivare poi a quelle infinite dell’universo con le storie e i luoghi di Galileo Galilei e Arcetri.. il tutto girellando tra magnifici giardini di epoche diverse noti e meno noti… tipo lo sapevate che sopra Bobolino al tempo di Firenze capitale c’era un parco di divertimenti chiamato Tivoli?.. un intreccio di locations storiche dove il famoso assedio del 1529 si alterna e mescola con il Piano Poggi .. scorci e panorami mozzafiato, stradine che quotidianamente poco battiamo e curiosità come quelle che ci raccontano che da Monte Ripaldi oltre alla pietra forte, è uscito fuori anche il Galateo, e che inizialmente “Tutto Sposi” si faceva lungo il Poggio Imperiale anche se parecchio diverso da quello alla Fortezza!!


se vuoi acquistare le mie grafiche scrivimi camminandodafirenze@gmail.com
sommario:
- RIEPILOGANDO:
- du parole prima di partire..
- andiamo..
- PORTA ROMANA.. le mura, la statua e i Giardini delle Scuderie Reali
- LO SPUTAFUOCO
- IL GIARDINO DELLE SCUDERIE REALI
- DIFFERENZA PAGLIA E FIENO
- LA TORRE DEL MASCHERINO E LE CASE CON LE API
- L’ALBERO DA MATRIMONI E LE ROSELLINE DEL CEDRO
- I MILLE NOMI DEL VIALE DEI COLLI
- LO CHALET FONTANA E LA CASA DI ČAJKOVSKIJ
- SAN MINIATO AL MONTE, IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA E QUELLO DELLA CROCE ROSSA
- IL CIPRESSO (cupressum)
- LA TORRE DEL GALLO, IL PIAN DEI GIULLARI, GALILEO, IL GALATEO E ARCETRI
- IL POGGIO IMPERIALE, LA VILLA E L’OSSERVATORIO
- BIBLIOGRAFIA E LINK VAGANTI
RIEPILOGANDO:
focus: l’Oltrarno e le mura, storia e curiosità, giardini, stradine posti noti e meno noti scoprire e riscoprire una zona in parte fuori dai soliti itinerari turistici
dove: a Firenze dai giardini delle ex Scuderie Reali o ex Istituto d’Arte a Porta Romana, fin su alla Basilica di San Miniato al Monte, Pian dei Giullari, Monte Ripaldi, Arcetri e ritorno
camminando ni’ comune di..: Firenze
tipologia: anello
partenza/arrivo: Porta Romana (clicca per il link di googlemaps)
mezzi pubblici: autobus 36, 37, 12
lunghezza: 11 km dislivello + (in salita): 272 m
livello escursionistico CAI: T difficoltà: facile impegno fisico: basso
carta: DREAM n°4 Firenze, Chianti Fiorentino e Val di Pesa
segnaletica: assente, in parte potete seguire le indicazioni dei cartelli e della app “Firenze the walking city” o della Via Romea Sanese
traccia : https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/dalle-stalle-alle-stelle-cdf-150438957 data mio sopralluogo: è un giro che faccio spesso, per l’articolo 10/10/2023
ATTENZIONE: io non sono te e nemmeno le condizioni del percorso, del meteo ecc sono sempre le stesse, la descrizione e la traccia riportate in questo articolo non implicano nessuna responsabilità da parte dell’autore (cioè io!!) in ogni percorso bisogna metterci la testa, anche in quelli più banali dietro casa, devono essere alla nostra portata e ciascuno è tenuto ad informarsi prima presso gli organi preposti, sulle condizioni meteo e del percorso che troverà, prestare la massima attenzione durante l’attività svolta e fornirsi di scarpe, abbigliamento, attrezzature e acqua adeguati allo svolgimento in sicurezza della camminata.. e tutto ciò dipende da te!!
deviazione: dalla Basilica di San Miniato è possibile fare una breve deviazione anda e rianda e allungarsi un attimo a vedere il Piazzale Michelangelo
stagionalità: sempre anche se d’estate ovviamente può essere troppo caldo nel mezzo del giorno
fondo: strade e stradine asfaltate, giardini
acqua: ci sono fontanelli alla partenza nell’area cani, al cimitero di San Miniato al Monte punti di ristoro e bar: alla partenza intorno a Porta Romana ci sono diversi bar, ristorante Omero a Pian dei Giullari
cammini incontrati: Anello del Rinascimento, Via Romea Sanese
du parole prima di partire..
E’ una camminata semi urbana, fattibile anche da chi è a piedi nel vero senso della parola in quanto Porta Romana è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (autobus 36, 37 e 12 che va anche a San Miniato)
Bellino anche in bici costeggiando in alcuni punti i parchi e giardini invece di attraversarli per evitare alcune scale
Tecnicamente è una camminata facile senza nessuna criticità.. son comunque 11 km quindi un po’ di abitudine al camminare comunque ci vuole
Per quanto riguarda acqua e cibo alla partenza ci sono bar e fontanello (area cani), il mio preferito è il Caffe Porta Romana a inizio via Senese, ma se passate la domenica è chiuso e allora io mi sposto al Bar d’Angolo subito oltrepassata la Porta.. si trovano poi altri punti ristoro presso San Miniato al Monte e il Piazzale Michelangelo e un fontanello dentro il cimitero, c’è anche un ristorante storico tipico fiorentino al Pian dei Giullari: Omero. Per fare picnic e rilassarsi ci sono i parchi di Bobolino e quello della Rimembranza (ovviamente il tutto nel massimo rispetto e riportando via tutto ciò che abbiamo portato, e magari anche qualcosa che abbiamo trovato) ma senza bagni per fare pipi!!
Buona camminata!!
andiamo..
PORTA ROMANA.. le mura, la statua e i Giardini delle Scuderie Reali

ci passiamo spessimo (almeno io!), magari sempre di fretta senza guardarla per bene, e forse in tanti nemmeno sanno che prima LA PORTA era un po’ più indietro e anche un po’ più alta.. “Questa” Porta Romana infatti venne realizza nel 1328 (o giù di lì) si pensa su progetto dell’Orcagna, quando venne ampliata la seconda cerchia di mura comunali progettate da Arnolfo di Cambio, la porta che c’era prima si trovava invece più verso l’Arno all’altezza della Chiesa di San Pier Gottolino, detta Ser Umido, che le dava anche il nome (Ser Umido era tal Domenico Grazzino, rigattiere che aveva finanziato la costruzione della porta e che abitava nell’adiacente rione Gottolino). Per quanto riguarda l’altezza ha seguito il destino delle altre fortificazioni fiorentine: con l’avvento delle armi da fuoco, vennero abbassate nel ‘500 per essere più resistenti, inoltre durante il famoso assedio del 1529 (quello della partita del Calcio Storico), la Porta venne direttamente murata e le truppe della città uscivano di nascosto da una porticina sulla destra detta “postierla”. Il nome attuale lo prese invece dalla direzione verso dove si apriva: Roma.. uscendo da qui lungo la vecchia via Sanese attraverso il Chianti (che non era ancora tutto vigne!) si arrivava prima a Siena e poi alla città Eterna.. arrivando in senso opposto da qui si entrava in città e c’erano nella zona tutta una serie di stazioni di posta e spedali per accogliere “i villeggianti” come direbbe il Conte Mascetti, anche se a quei tempi per lo più eran pellegrini, mercanti e poveracci in cerca di fortuna… ad occuparsi di chi arrivava c’erano in genere i religiosi come i Frati Ingesuati che avevano Chiesa e Spedale subito al di la della Porta, e per il loro abbigliamento, un mantello grigio e un lungo cappuccio bianco simile a un calza, eran detti “della calza” e così han dato il nome alla piazzetta .
A ricordarci questo via via avanti e indetro anche un po’ simbolico, ci pensa la famosa STATUA DIETROFRONT opera di Michelangelo Pistoletto che dal 1984 si trova li nel bel mezzo della piazza… io me lo ricordo quando l’hanno messa, ero piccina ma da qui ci passavo sempre per andare dai miei nonni a San Felice, così come a proposito di cavalli e scuderie mi ricordo quando lungo le mura sul viale Petrarca, invece del parcheggio sul lato interno, c’erano le stalle con i cavalli dei fiaccherai.. quando misero la statua fu una vista un po’ strana, come sempre non a tutti piacque, ma se uno ne conosce il significato secondo me non può non piacere.. il suo significato è questo: gli opposti, il contrasto, la circolarità, il passato e il futuro.. tutto ciò che c’è di moderno nasce dal passato, si spinge verso il mondo fuori, il futuro, uscendo da porta Romana, ma allo stesso tempo una parte di lei guarda e si proietta verso ciò che le sta dietro, la città il passato.. tutto è collegato
LO SPUTAFUOCO
A fine ‘800 nel Piazzale di Porta Romana ci passava Lo Sputafuoco una super novità all’avanguardissima come nelle migliori capitali europee!!
Lo Sputafuoco era il soprannome che i fiorentini come d’abitudine alla presa in giro perenne, avevano dato alla Tramvia che da Porta alla Croce al Gorgo (Piazza Beccaria) portava a Greve in Chianti in 2 ore e a San Casciano in una e mezza, passando dal Piazzale Michelangelo e riscendendo dal viale Torricelli e dalle Due strade .. all’incrocio con il Poggio Imperiale si connetteva il tronco che scendeva a Porta Romana, l’altro capolinea fiorentino, mentre uscita dalla città faceva una sosta a Tavarnuzze in funzione delle cave di pietra serena (vi ci porto con l’itinerario di Colleramole!!) per poi proseguire fino ai Falciani dove si biforcava: una linea andava a San Casciano e l’altra a Greve in Chianti.. erano trenini a vapore con 3 o 4 vagoni che raggiungevano i 15/20 km orari e avevano rimpiazzato i vecchi tram trainati dai cavalli (la prima linea di Firenze era stata dal ponte Rosso a Piazza della Signoria), e vennero poi sostituiti dalle locomotive elettriche (tra l’altro la linea Piazza San Marco-Fiesole inaugurata nel 1890, non fu solo la prima di Firenze ma di tutta Italia!).. per quanto riguardava gli spostamenti extraurbani, prima dello Sputafuoco c’erano le diligenze a cavalli.. come nel far west!!
Inizialmente c’era chi non la voleva come il Poggi e la Firenze bene, che si vedevano così “sciupare” progetto e ville sul Viale del Colli, ma ai fiorentini piaceva prendere il tram per andare a mangiare il gelato al Piazzale e il Chianti, che stava diventando importante per il vino, aveva bisogno di un collegamento più moderno, e così venne costituita la Società Italiana per la Tramvia del Chianti e dei Colli Fiorentini, e il 3 aprile 1893 arrivò il primo trenino a Greve.. Il tutto durò poco, solo 45 anni, e nel 1935 Sputafuoco smise di sputare e chiuse i battenti soppiantato dall’elettricità e dalle ruote di gomma


Di Vignaccia76 – book : Amerigo Raddi, “Il servizio di tramvia e il suo ordinamento”, tipografia Campolmi, Firenze, 1896, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11079120
IL GIARDINO DELLE SCUDERIE REALI



👣 iniziamo da qui dai giardini di lato alla Porta.. per i più sono i Giardini dell’Istituto d’Arte ma in realtà sono i Giardini delle Ex Scuderie Reali e vennero realizzati per alloggiare i cavalli della corte Sabauda e il relativo personale di servizio, quando Firenze era capitale (1866-1869)
Dove c’era l’Istituto d’Arte (ora Liceo Artistico) c’erano il maneggio interno e le scuderie; nell’edificio sulla destra che si affaccia sul Viale Machiavelli, c’erano le pagliere dove al piano superiore (servito da un terrazzamento percorribile con i carri) trovavano alloggio fieno e paglia, mentre i cavalli stavano al piano terra e il personale nei corpi laterali; nelle altre costruzioni sul retro c’erano invece strutture di servizio e canili e la rotonda con lo spazio all’aperto davanti eran un bel galoppatoio.. il tutto per un totale di 6 ettari!!
Quando la corte si trasferì a Roma cadde in disuso, fino al 1919 anno in cui l’edificio del maneggio venne convertito nel Regio Istituto d’Arte accogliendo la sua imponente Gipsoteca con tutti i gessi tratti dai modelli antichi
DIFFERENZA PAGLIA E FIENO
Il fieno sono erbe essiccate, ha un valore nutritivo e per questo viene usato come alimento
la paglia sono gli steli di grano, orzo ecc, non ha valore nutritivo e per questo viene usata come lettiera e giaciglio
Girelliamo un po’ ammirando gli stupendi alberi che si trovano qui: abbiamo bagolari (sul viale d’ingresso) considerati un albero del Diavolo visto che le sue foglie accartocciate ne ricordano gli artigli, gli ippocastani (davanti alle pagliere) con il loro fiore a pannocchia e le castagne “matte” che tenute in tasca si dice proteggano dai malanni invernali, e cedri e pini al centro della rotonda.
LA TORRE DEL MASCHERINO E LE CASE CON LE API



👣 proseguiamo uscendo da dietro a sx tra l’edificio principale e il muro del Giardino di Boboli.. davanti a noi apparirà un’insolita visuale delle mura e delle torri che risalgono verso il Colle del Forte Belvedere.. la geomorfologia dell’Oltrarno è uno dei motivi (e la fortuna) del perchè di qua d’Arno abbiamo ancora così tanti tratti di mura: questo saliscendi era una bella bega naturale per la realizzazione di opere tipo i viali, come avevano fatto dall’altro lato dell’ Arno dove era molto più pianeggiante e “largo”.. La TORRE che vediamo più in alto, che sembra una classica torre quadrangolare ma in realtà ha forma pentagonale avendo il lato esterno composto da 2 facciate, è detta DEL MASCHERINO dal suo occupante: tal Valentino Meucci in arte Mascherino, eremita di quartiere che vi risiedeva e vi venne trovato morto per il forte freddo del 1 febbraio 1795..
Sulla Torre che invece incontriamo sulla sx subito oltrepassato il cancello del giardino, c’è una targa che vieta di giocare “a palla, pillotta, pallone e palloncino” pena “2 tratti di fune e la cattura”, l’apposero i Signori di Guardia per far si che non venisse arrecato disturbo alle Monache di Santa Felicita che avevano qui Chiesa e Monastero… con il “boom” dell’Oltrarno era arrivata qui fuori dalle mura un sacco di gente dal contado in cerca di fortuna, creando una sorta di baraccopoli, gli ordini religiosi allora si erano trasferiti qui per dare una mano realizzando le loro strutture di accoglienza.. durante l’assedio del 1529 per far trovare terra bruciata la nemico, i fiorentini distrussero tutto ciò che si trovava fuori dalle mura, quando venne poi ricostruito il Monastero e l’intorno venne rinominato “della Pace” in onore della pace raggiunta da Cosimo I
👣 da qui saliamo lungo Via Madonna della Pace fino ad arrivare al bizzarro incrocio con Via del Baluardo, dove su una specie di piazzetta tondina le API la fanno da padrone sulle terrazze!! si tratta dei villini che costruirono negli anni’30 gli ex combattenti e scelsero l’ape come simbolo di laboriosità ma anche di cooperazione e protezione per realizzare il loro “rione-alveare”
👣👁️ dalla piazzetta sulla dx tra Via Madonna della Pace e Via del Baluardo, c’è uno stradellino pedonale che sale in su e regala una vista top sulle mura e la Torre del Mascherino.. noi si va di li !!

BOBOLINO E TIVOLI.. a tutto relax e divertimento
👣 arrivati in cima allo stradellino si va a dx riscendendo verso il viale Machiavelli, che poi risaliamo andando a sx all’incrocio fino ad arrivare al GIARDINO DI BOBOLINO con il suo alberone scenografico, la vasca, gli chalet e i viottolini con le panche in pietra.. tutto questo fa parte dell’ardito Piano Poggi (1865-1895) attraverso il quale si catapultò la Firenze capitale nella modernità delle grandi capitali europee: un mega progetto di riqualificazione (e distruzione) urbana in chiave green sul nuovo modello delle città giardino e dei grandi boulevards.. via le mura i vecchi quartieri, vengono realizzati i viali di circonvallazione, ma qui dove la natura non permetteva una scelta del genere, viene realizzata una grande “scenografia verde” che collega i colli subito a sud dell’Arno: il Viale dei Colli, il Piazzale Michelangelo con la Loggia che ne doveva ospitare i calchi delle opere, e i Giardini di Bobolino e Tivoli .. il tutto con rampe di rinforzo ben mimetizzate, giochi d’acqua, grotte, angoli nascosti e inserti in pietra in ogni dove come appunto per le sedute che troviamo anche qui a Bobolino incastonate nelle strutture di terrazzamento.. quel vedo e non vedo un po’ romantico e pittoresco com’era la moda
👣risaliamo Bobolino per i suoi viottolini fino a reincontrare il viale, e qui dove ora al di la della strada resta solo la grande scalinata con le 2 “torri” laterali (ma senza le strisce per attraversare!!), un tempo c’era il PARCO DI TIVOLI ossia la prima Gardaland de’ noaltri… per entrare infatti si pagava il biglietto, 50 cent gli adulti e 30 i più piccini, che si faceva appunto a metà scalinata nelle finestrelle delle 2 torri, ma una volta entrati era tutto un tripudio di divertimenti: giostre e giochi vari come il tiro con l’arco, sala concerti, teatro, caffè, trattoria, il bazar orientale e perfino una fabbrica della birra, il tutto in dei graziosissimi e pittoreschi chalet (ne rimane uno a Bobolino e pochi altri per qui trasformati in abitazioni private) illuminati da un gasometro personale fatto realizzare apposta per la situazione e serviti dalla Tramvia del Chianti che fermava proprio qui davanti, il viali dei Colli inoltre è stato uno dei primi ad avere l’illuminazione notturna (1871).. ma come per la Tramvia del Chianti, il Parco ha chiuso i battenti dopo poco che la capitale si trasferì a Roma (l’illuminazione e il viale invece son rimasti!)



Il grande chalet sulla della dx della foto B/N c’è ancora: si intravede dietro il cancello sulla dx della scalinata
L’ALBERO DA MATRIMONI E LE ROSELLINE DEL CEDRO


Appena arriviamo a Bobolino la cosa che a bomba colpisce subito, è l‘alberone stile candelabro dietro la fontana.. lui bello come il sole e super gettonato dai fotografi per fare le foto agli sposi, è un Calocedrus Decurrens, meglio detto CEDRO DELLA CALIFORNIA, e proprio lui in particolare è uno degli alberi di pregio di Firenze candidato a diventare un albero monumentale (qui nel giardino ce ne sono anche altri 2 un Pino Domestico e un Cedro del Libano.. ne trovate la posizione precisa insieme a quella di tutti gli alberi censiti di Firenze, a questo link). Come dice il nome non è proprio di queste parti ma arriva dal Nord America Occidentale, dove può raggiungere anche i 69 m di altezza e i 4,5 m di diametro, qui ci è arrivato per scopi ornamentali. Una cosa che invece non si capisce dal nome è che non è un cedro ma un cipresso, in passato molte essenze pregiate e profumose eran chiamate “cedri” e questo è profumatissimo provate a strofinarne i ramoscelli tra le dita e annusarle.. una super curiosità è che negli States questo è il principale materiale per realizzare le matite, nonostante la sua corteccia diventi sempre più rugosa (e bella!) con il passare del tempo
Di fianco alla scalinata di accesso a Tivoli (e in un sacco di altri posti a Firenze come San Miniato, il piazzale Vittorio Veneto e lo stesso Bobolino) ci sono invece dei bellissimi Cedri del Libano, sotto i quali potrete trovare delle bellissime ROSELLINE DI LEGNO.. questi son cedri per davvero e anche questi profumano a mille, le roselline non sono altro che ciò che resta delle loro pigne (o meglio coni) che si aprono e si sfaldano per rilasciare i semi, oltre alle roselline infatti troverete un sacco di “squamette” tutto intorno
I MILLE NOMI DEL VIALE DEI COLLI
per me fino a poco tempo fa il viale che va al Piazzale si chiamava Viale dei Colli e stop, poi però ho fatto caso che sia google map che i cartelli stradali non usavano questo nome ma altri.. Viale Michelangelo, Viale Galileo e Viale Machiavelli.. meno male il Poggio Imperiale era rimasto uguale!! che fine aveva fatto il Viale dei Colli??
e niente ricapitolando un attimo, per chi come me era distratto, la cosa sta così:
Viale dei Colli = è tutto il viale da Piazza Ferrucci a Porta Romana ed è il nome generale nel progetto del Poggi
Viale Michelangelo = è il pezzo che va da Piazza Ferrucci ad appunto il Piazzale in suo onore
Viale Galileo = è quello che va dal Piazzale MIchelangelo al Piazzale Galileo, perchè è vicino ai luoghi dello scienziato: pian dei Giullari, Arcetri..
Viale Machiavelli = è l’ultimo pezzo del Viale quello che riscende dal Piazzale Galileo fin giù a Porta Romana
poi sempre per qui abbiamo il Viale del Poggio Imperiale, che percorreremo a fine camminata, e il Viale Torricelli (dal Piazzale Galileo al Poggio Imperiale) che non è dedicato al calciatore ma a tale Evangelista matematico e fisico
e niente sta cosa mi andava di dirla!!
👣 saliamo la scalinata e arriviamo al Piazzale Galileo, da qui proseguiamo verso il Piazzale lungo il Viale Galileo fino allo Chalet Fontana..
LO CHALET FONTANA E LA CASA DI ČAJKOVSKIJ
lo CHALET FONTANA è famoso ai più magari per l’aperitivo o per il vivaio, o semplicemente perchè è impossibile non notarlo mentre siamo fermi al semaforo, così bellino com’è… magari in tanti sanno anche che venne realizzato anche lui a fine 1800 sul modello dei rinomati caffè parigini della Belle Epoque, che era punto di ritrovo di artisti e letterati e che negli anni ’70 è stato il primo piano bar di Firenze.. ma in pochi forse sanno che il suo fondatore Tullio Fontana era un super ciclista amatoriale che si è fatto Firenze-Atene in bici!!
Pëtr Il’ič Čajkovskij (che per me ha un nome impronunciabile con tutte ste consonanti che mi si intrecciano al percing alla lingua!) è stato un grande compositore russo della seconda metà dell’800.. nato il mio stesso giorno il 7 maggio, la sua storia me l’ha raccontata un giorno una signora incontrata per caso nel mentre l’accompagnavo qui (io ero a girello da queste parti e lei non sapeva dove fosse) .. siamo in via di San Leonardo, dalla parte opposta dello Chalet Fontana la CASA GIALLA a sx a 2 passi dal semaforo andando verso il Forte Belvedere, è dove Čajkovskij alloggiò durante le sue “vacanze” fiorentine.. la storia andò così.. lui aveva una super mecenate tale Madame Von Meck, con la quale aveva una intensissima relazione epistolare, si scrivevano di continuo ma.. non si incontrarono mai.. questa era la regola non incontrarsi mai dal vivo nemmeno quando si trovavano vicino come in questo caso: lui qui lei a Villa Cora.. si guardavano di sfuggita passare dalle finestre e niente più.. solo una volta che lui era ospite da lei in una villa al mare si incrociarono per sbaglio, lui si era attardato a rientrare e lei era uscita troppo presto..me li immagino “oh cazzo!!” e via di corsa facendo finta di non essersi visti.. si scrissero per ben 12 anni, poi litigarono (sempre per corrispondenza) e smisero di scriversi e poi morirono uno a poca distanza dall’altra.. fine della storia!


SAN MINIATO AL MONTE, IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA E QUELLO DELLA CROCE ROSSA
👣👁️ lasciamo Tullio Fontana e Pëtr Il’ič Čajkovskij e proseguiamo lungo il viale in direzione del Piazzale godendo della super vista su Firenze e sulla Torre del Gallo (alle spalle della Casa delle Guardie, la casa bianca sulla dx).. la Torre del Gallo se iniziate a farci caso la vedrete da ovunque!!
Arrivati al semaforo con la stupenda Via dell’erta Canina, proseguiamo un attimo ed entriamo nel parco sulla dx .. raccolto tra cipressi altissimi ci troviamo nel PARCO DELLA RIMEMBRANZA: 3000 alberi tra cipressi e lecci uno per ogni fiorentino caduto durante la Grande Guerra.. venne realizzato nel 1927 riunendo qui i diversi siti commemorativi della città.. i raggi del sole che filtrano tra le colonne arboree, l’altare in pietra e il fatto che non c’è praticamente mai nessuno, creano un atmosfera tipo bolla di quiete senza tempo, nonostante il viale accanto, la strada per salire a San Miniato di fronte all’uscio e le 2 bombe di lato al cancello


👣👁️ proseguiamo prendendo il sentierino che sale di lato al cancello, immergendoci sempre più nel parco.. in cima ecco le mura di San Miniato al Monte, per la precisione del Cimitero delle Porte Sante, dove son sepolti molti personaggi illustri di Firenze, come Collodi e Pellegrino Artusi.. le costeggiamo mantenendo la sx e ci ritroviamo all’inizio della spettacolare scalinata che porta all’ingresso della Basilica, la saliamo e.. bellezza allo stato puro a 360°!! Firenze sdraiata davanti a noi con Morello alle sue spalle, mentre alle nostre una delle più belle Chiese che abbiamo!!
Non basterebbe un sito intero per raccontare questo splendore del Romanico Fiorentino ( io ho fatto architettura anche se non l’ho finita per pochino, quindi ci sento parecchio per ste cose!).. della BASILICA DI SAN MINIATO AL MONTE vi racconto allora solo le cose che mi hanno colpito di più, per il resto la cosa migliore è documentarsi ed entrare a visitarla, cimitero compreso..
come detto è roba Romanica il che significa che siamo tra il X e il XII secolo, nello specifico a inizio anni mille.. è una delle 5 Abbazie di Firenze: 4 in direzione dei punti cardinali (la Badia Fiesolana a nord, la Badia di Ripoli a est, san Miniato a sud e la Badia a Settimo a ovest) e una al centro (la Badia Fiorentina), ma la sua costruzione è avvolta nella leggenda e un po’ anche nella truffa.. si perchè San Miniato è stato il primo martire di Firenze, venne ucciso lungo l’Arno nel III sec dC e sepolto quassù sul Mons Florentinus, la sua leggenda venne poi alimentata (se non prioprio inventata di sana pianta!) e infiocchettata bene bene, da tale Vescovo Ildebrando che così la raccontava: San Miniato era un Re armeno (i più non amano ammirare genti del loro pari), che si oppose all’Imperatore Romano Decio e per questo venne condotto all’anfiteatro (zona Borgo dei Greci) e li messo alla prova del piombo fuso, dell’olio bollente e delle fiere, ma sopravvisse sempre.. allora per non pensarci più gli tagliarono la testa, che ruzzolò a terra, lui senza scomporsi di un pelo la raccolse e salì quassù dove morì… la leggenda diventò talmente famosa, che iniziarono a fioccare soldi da tutte le corti d’Europa, soprattutto da quella tedesca, e così Ildebrando potè costruire la sua Basilica con tanto di Monastero Benedettino annesso..
le mura intorno invece no, quelle vennero realizzate da Michelangelo durante il famoso assedio del 1529 per renderla un fortilizio con i contro cazzi: fu infatti dalla torre del campanile, imbottita con 1800 balle di lana girogiro e fatta abbassare per renderla più forte e metterci 2 cannoni, che il super tiratore Lupo (al secolo Giovanni Lupicini) fece vedere i sorci verdi alle truppe Imperiali ed è da lui che hanno preso poi il nome i Lupi di Toscana!! la lana venne donata dall’Arte di Calimala, ossia della Lana, che già supportava la Chiesa economicamente al punto tale che in cima alla facciata non c’è una croce ma un’aquila su una balla di lana simbolo della corporazione.. l’aquila non è l’unico simbolo che possiamo trovare qui..
San Miniato è tutta un simbolo, dalla sua costruzione in sezione aurea, ai numeri 3 e 5 che si ripetono, allo zodiaco sul pavimento che viene colpito da un raggio del sole durante il solstizio d’estate.. e niente dovete venire a vederla!


👣 noi invece proseguiamo passando sotto l’arco a sx e uscendo verso il Piazzale.. sulla sx tra le mura e Via delle Porte Sante ecco il piccolo PARCO DELLA RIMEMBRANZA DELLA CROCE ROSSA, 28 cipressi con relative targhe, in onore dei volontari che caddero durante la 1 Guerra Mondiale, venne realizzato nel 1941 grazie al Marchese Antinori (allora presidente del Comitato) che riuscì ad ottenere questo spazio.. oggi vi vengono ricordati anche i caduti della 2° Guerra Mondiale e 1 cipresso è in memoria dei volontari fiorentini caduti in tempo di pace
👣lasciamo il piccolo parco e costeggiamo a sx le mura della Chiesa di San Salvatore al Monte lungo Via del Monte alle Croci.. volendo da qui potete fare una volata al Piazzale Michelangelo e poi riprendere da qui.. Via del Monte alle Croci si chiama così non perchè c’erano le croci, ma per le soste della Via Crucis che i Francescani di San Salvatore a Monte vi piantarono, tra l’altro qui è dove Giovanni Visdomini (in arte San Gualberto) si dice abbia incontrato e perdonato l’uccisore di suo fratello, dando così inizio alla sua “carriera” ecclesiastica di fondatore di Abbazie (Vallombrosa, Badia a Passignano)
👣👁️ poco dopo sulla dx prima che la strada curvi in Via di Giromonte, una scalinata ci rimmette nel Parco della Rimembranza.. lo percorriamo seguendo il muro tergale del cimitero fino alla statua del Fante, fermandoci quando ci va ad ammirare il panorama che se è limpido ci fa vedere fino alla Secchieta, altrimenti ci accontenteremo della Torre del Gallo
MONUMENTO AL FANTE venne realizzata da Angiolo Vannetti a metà ‘900, (lui ha viaggiato e lavorato in un sacco di posti in giro per il mondo!!) rappresenta un soldato durante la battaglia del Carso ma gli hanno rubato la baionetta..



IL CIPRESSO (cupressum)
nonostante sia uno dei simboli della Toscana in realtà il cipresso è una pianta alloctona, cioè non è proprio di queste parti, arriva infatti dall’Egeo Orientale e dall’Asia Minore, portato forse dai Greci o dagli Etruschi.. da sempre è legato al culto dei morti: il suo portamento slanciato collega il cielo alla terra e attraverso le radici all’Ade il regno dei morti, vicino al Palazzo del Dio dei Morti si dice ci fosse un grande cipresso bianco, e anche Calipso, la ninfa delle acque profonde e della morte, ne aveva uno vicino alla sua grotta.. allo stesso tempo andando verso l’alto simboleggiava anche la salvezza e la speranza in qualcosa di migliore e la sua forma a pennello ricorda le mani giunte in segno di preghiera.. il suo legno profumato e resistentissimo, era dedicato ai feretri delle persone illustri o dei guerrieri morti per la patria.. per tutti questi motivi lo troviamo spesso nei cimiteri e nei monumenti funebri

👣 lasciamo il Fante e il Parco e prendiamo Via di Giramonte e la seguiamo fino in cima incontrando due dei nostri Cammini: l’Anello del Rinascimento (che gira tutto intorno a Firenze) e la Via Sanese (che ovviamente porta a Siena) e uno di quelli che io chiamo “Pirulini dei Muri”.. non so cosa siano questi cosi tondini sui muri di campagna nei dintorni di Firenze, non hanno decorazioni ne Madonnine, o luci .. sono li a volte agli incroci altre volte no, in qualcuno ci son state aperte delle porticine, in altri attaccato un lampione.. per ora me li segno su un quadernino e li disegno, poi bo magari scoprirò anche cosa sono


👣👁️ arrivati in Piazza degli Unganelli godiamo di un altro super panorama di Firenze e giriamo a sx verso il Pian dei Giullari
LA TORRE DEL GALLO, IL PIAN DEI GIULLARI, GALILEO, IL GALATEO E ARCETRI
In tutta questa zona durante l‘assedio del 1529 c’erano accampate le truppe imperiali di Carlo V, in Palazzo Vecchio ne abbiamo una veduta fatta dal Vasari stando sul tetto di una casa.. i big come il Principe d’Orange si stabilirono nelle ville, i soldati e tutto il resto della gente avevano montato le tende in ogni dove insieme a mercati, patiboli e forche al punto che il Pian dei giullari venne ribattezzato Pian dei Tribolati… era da qui che sparavano verso San Miniato e la città e da qui che assistettero alla beffa dei fiorentini, che in pieno assedio si misero a giocare al calcio in costume e i musici a suonare
Ai tempi dell’assedio la TORRE DEL GALLO, quella specie di castelletto che ci resta sulla sx , era più bassa perchè era stata mozzata per dispetto dai Guelfi nel 1280 quando vinsero definitivamente sui Ghibellini, questa era una torre loro.. da castello feudale divenne via via casa di campagna fino a quando nel 1902 la comprò Stefano Bardini ricco antiquario fiorentino, che le diede l’aspetto che ha oggi usando tra l’altro le pietre recuperate dagli sventramenti urbani per Firenze capitale (lui è anche il solito che ha risistemato il Castello di Marignolle che vedremo in un altro giro!) .. durante la 2 guerra mondiale qui ci fu prima l’Istituto Farmaceutico, poi la sede fascista e infine venne requisita dagli inglesi che ne fecero un campo di prigionia.. con tutti sti trascorsi non credo che ci abiterei
👁️ andando più avanti e seguendo la strada che curva a sx, una splendida vista si apre sulle cupoline dell’Osservatorio di Arcetri e le colline scandiccesi con Poggio Valicaia proprio di fronte a noi


Se la Torre del Gallo deve il suo nome ai suoi ricchi proprietari, il PIAN DEI GIULLARI lo deve invece agli unici che potevano pubblicamente farsi beffa dei potenti, e alle commedie in quella che è detta Villa il Teatro . Qui davanti allo storico ristorante Omero, si trova Villa Il Gioiello dove trascorse gli ultimi anni di vita Galileo Galilei. Mandato al confino da Papa Leone X de Medici per il suo trattato “Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo”, dove confrontava il sistema Tolemaico-Aristotelico (la Terra è al centro dell’Universo) con quello Copernicano (è il sole al centro dell’Universo e la Terra gli gira intorno).. Scelse questa villa per stare vicino a sua figlia Suor Maria Celeste che abitava qui più avanti nel Convento di Arcetri.. eppure nonostante Galileo propendesse per Copernico, il suo trattato inizialmente doveva proprio essere pubblicato a Roma con l’ok papale, poi però ci fu la peste, Roma si chiuse in lockdown e così Galileo se lo pubblicò da se a Firenze.. Il Papa forse se ne prese a male e gli haters del tempo dal canto loro ci si misero di buzzo buono a crear zizzania tra il Papa e lo scienziato, e andò finire che Galileo venne processato e poi spedito qui, dove si dice che andasse a studiar le stelle dalla Torre del Gallo, ma è un po’ improbabile visto che era già abbastanza sul ceco andante
👣proseguiamo e arrivati al bivio prendiamo la stradina in salita accanto alla casa rossa con la targa in memoria ai caduti.. siamo nel VIUZZO DI MONTERIPALDI bellino un sacco e che ci catapulterà tra storie di buone maniere e pietra forte!
Il nome MONTERIPALDI forse deriva dal latino mons-ripa-altus o dal nome proprio di qualche feudatario longobardo della zona, di certo si sa che qui un tempo c’erano delle buone cave di pietra forte con la quale son stati realizzati molti edifici di Firenze (Palazzo Davanzati, Santa Maria Novella, Orsanmichele..).. il fronte di cava raggiungeva anche i 200 mt di altezza ed è ancora ben visibile passando dalle Cascine del Riccio o dall’Autostrada del Sole, da qui dove siamo no perchè rimane dietro il cancello che chiude la via
La piccola Chiesa è dedicata a San Michele Arcangelo, il cui culto nel Medioevo andava a mille perchè diffusissimo tra i Longobardi (che scesero dal nord e si stabilirono qui da noi a fiotte), San Michele era il comandante dell’esercito celeste, era quello che aveva sconfitto il Diavolo, aveva la spada e il cavallo.. era molto simile a Odino e per questo tra i popoli del nord Europa ebbe un successone!! La Chiesa è romanica, le prime notizie che se hanno risalgono al 1138 e parlano di uno spedale legato appunto all’Arcangelo e al quale venne poi annesso un Monastero femminile.. ma la notizia più notizia di tutte è che qui, in una zona un pò spersa a picco su un fronte di cava, nel 1548 vi fu rettore Giovanni della Casa autore del Galateo .. da Monteripaldi si costruivano i palazzi più chic e gli si insegnava pure le buone maniere.. il fuori e il dentro!!
👁️ dalla terrazza davanti alla Chiesa si gode un bel panorama sulla Valle dell’Ema mentre alle sue spalle possiamo scorgere il Poggio di Firenze



👣torniamo sui nostri passi ma invece di riprendere il Viuzzo di Monteripaldi, seguiamo la strada principale (Via di San Michele a Monteripaldi) girando a sx.. la percorriamo fino in fino ritrovandoci al borghettino di Arcetri e prendendo a sx su via San Matteo in Arcetri
ARCETRI deriva forse dal latino arce veteri = antico luogo (fortificato).. “l’antico luogo ” era della Famiglia Amidei, che donarono i terreni che scendevano da qui verso la valle dell’Ema, agli Agostiniani affinchè ci realizzassero la loro Chiesa.. così facendo Cosimo e Decca pensavo di essersi assicurati una vecchiaia a tutto relax e tranquillità nell’annesso Monastero Femminile ma invece picche: le monache non volevano genti a girelloni per le loro stanze, e così gli rifilarono una casetta nelle vicinanze e bona pace a tutti.. le monache furono super lige anche con il povero Galileo al quale, ormai vecchio e ai domiciliari, non restava altro che andare a trovare l’amata figlia Virginia (Suor Maria Celeste) residente nel Monastero.. lei però era di clausura e quindi lui non poteva andare oltre al parlatoio.. e anche quando “restava a cena”, lo lasciavano fuori dal refettorio.. povero Galileo me lo immagino li tutto soletto mangiare una zuppa su una seggiolina !!
Galileo aveva anche un’altra figlia qui, Livia, che però morì prestissimo, era riuscito a farle entrare da giovanissime (12 e 13 anni) grazie ai suoi agganci a Roma
.. di Livia sappiamo poco ma di Virginia abbiamo un sacco di notizie perchè si scrivevano tantissimo e ci restano tutte le lettere (ben 125) che lei gli ha mandato.. le lettere che invece gli mandava lui non ci son più perchè le consorelle, per paura di essere accusate di “eresia copernicana”, le distrussero appena lei morì… e ciò avvenne presto devastando il povero Galileo! oltre alle lettere (dove lei gli da sempre del Lei) Virginia gli inviava anche panierini di frutta e dolcetti vari, come quelli al marzapane, o i berlingozzi all’anice o i mosticcioli speziati al cioccolato, in cambio chiedeva vino, una gallina per fare il brodo e un po’ di stoffa lucchesina per farsi “un panno da stomaco”
Qui nei pressi del monastero spesso c’è parcheggiata una macchinina d’epoca in legno stupenda!!



👣👁️ proseguiamo lungo il sali scendi di Via San Matteo in Arcetri, tra olivi e panorami sulla Valle dell’Ema.. da qui si vede anche via Vecchia di Pozzolatico e parte del giro che faremo nella camminata ” La campagna in città”…
👣👁️ arrivati all’incrocio davanti alla bella Villa Le Piazzole, prendiamo a dx siamo su Via Suor Maria Celeste che ci regalerà un’insolita vista della Villa del Poggio Imperiale vista da dietro con sullo sfondo Monte Morello e la Calvana!!

IL POGGIO IMPERIALE, LA VILLA E L’OSSERVATORIO
👣 in tempo zero ci ritroviamo in Largo Enrico Fermi, era un fisico che vinse anche il Premio Nobel nel 1938, era nato a Roma ma morì a Chicago patria dei popcorn .. visti i personaggi della zona l’Università di Fisica e l’Osservatorio Astrofisico con il Teatro del Cielo, non potevano che trovarsi qui!!
all’OSSERVATORIO vi si accede dal cancello accanto al Tabernacolo con la crocifissione di Ottone Rosai.. qui si osserva il cielo H24 e si fanno ricerche su tutto ciò che ha a che fare con l’Universo e l’Astrofisica.. stelle, pianeti, sole, meteore.. c’è tutto e qualcosa si può osservare anche noi!!! L’Osservatorio organizza infatti un sacco di attività ed eventi,che vanno dall’osservazione del cosmo alle visite guidate dell’osservatorio (c’è anche un percorso per ipovedenti!), alle attività per i bambini e le scuole, all’AstroTurismo che non ci porta fisicamente nello spazio ma giro per la città seguendo 3 itinerari nei “luoghi astrofisici” che abbiamo in città e che hanno raccolto in una guida (Firenze seconda stella a destra.. ovviamente la trovate alla libreria On The Road in piazza Giorgini!) l’Osservatorio ha inoltre un progetto di divulgazione negli Istituti Penitenziari.. trovate tutte le loro attività qui
Ma come è nato tutto ciò?? siamo talmente abituati a vederlo quassù che forsenon tutti sanno che prima le stelle si osservavano da La Specola in via Romana, dove si trovava il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale.. era la fine dell’800 ed era stato voluto dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena.. vi era però già a quei tempi troppo inquinamento luminoso, e così si decise di portare tutto quassù che, oltre a condizioni ambientali migliori, aveva anche un forte valore simbolico per via di Galileo.. fu inaugurato il 27 ottobre 1872, mentre circa 50 anni dopo venne inaugurata la Torre Solare una delle prime e più importanti d’Europa!!
da qui sono passati personaggi illustrissimi come Margherita Hack e Giorgio Abeti, che nel 1913 partecipò ad una spedizione Geo-Astronomica in Karakorum, la quale dette una notevole spinta verso il nuovo futuro internazionale delle osservazioni astronomiche..ma la cosa per me super fica e affascinante è che questi nel 1913 sono andati ad osservare il cielo nel Karakorum dove si trovano il K2 e altri 8000 del mondo!! (gli 8000 sono le 14 montagne più alte del mondo che superano appunto gli 8000m, e si trovano tutte sulle catene montuose di Himalaya e Karakorum)
👣proseguiamo andando a sx e ci ritroviamo in cima al POGGIO IMPERIALE davanti all’imponente villa
La VILLA è Patrimonio dell’Unesco e risale al 1400 ma inizialmente non era così, assomigliava più ad un castello, e anche di questa abbiamo una veduta storica del Vasari.. ma poi piano piano si trasformò in una “casa da signore”, fino a che nel 1622 vi venne ad abitare Maria Maddalena d’Austria Granduchessa di Toscana, e da allora divenne anche “Imperiale e Medicea” perchè Maria era sorella dell’Imperatore d’Austria e sposa di Cosimo II de Medici.. prima tutta la zona si chiamava dei Baroncelli dal nome dei primi proprietari.. dal 1865 è la sede dell’Educandato Statale Santissima Annunziata ma è visitabile il sabato mattina 2 volte al mese prenotando qui, a guidarvi saranno le studentesse della scuola.. l’idea di trasformarla in una scuola fu di Gino Capponi che, rimasto vedevo a 22 anni con 2 figlie, fece di necessità virtù e iniziò a pensare ad un istituto laico con idee liberali che piacque molto alla casa granducale!
👣 oltrepassiamo le due statue di Giove (scaglia il fulmine) ed Atlante (sostiene il mondo), ed iniziamo a scendere per il VIALE DEL POGGIO IMPERIALE, potete scegliere se scendere lungo il viale o lungo i controvialetti .. io preferisco i controvialetti: si prendono entrambi da metà viale attraversato il semaforo, ed entrambi salgono e poi riscendono, scendendo quello a dx è un po’ più “wild” e meno frequentato (proseguite lungo il muro a sx del cancello), con quello di sx se quando arrivate in cima tira vento avrete il piacere di ascoltare delle enormi campane a vento…
Quasi arrivati a Porta Romana sulla sx, c’è un villino che ha delle stupendi terrazzini Liberty!!



Un paio di curiosità che forse non tutti sanno.. qui fino ai primi del ‘900 la V domenica di Quaresima, si svolgeva la Fiera dei Pateracchi: in piazza si riunivano i fiorentini curiosoni e i giovani del contado in cerca di moglie o marito, il tutto era gestito dai “cozzoni” degli intermediari che il resto dell’anno si occupavano di compravendite di cavalli e che a contratto avvenuto ci guadagnavano una camicia.. funzionava così i 2 papabili sposi venivano fatti incamminare insieme su per il Poggio Imperiale, mentre il cozzone ne decantava le doti alle famiglie.. per quanto riguardava i ragazzi facevano punteggio le caratteristiche che li rendevano buoni per i lavori nei campi (es braccia forti), per quanto riguardava le dame c’erano 9 canoni ben precisi: 3 cose nere – ciglia, occhi e capelli; 3 cose bianche – unghie, pelle e denti (= buona salute); 3 cose grosse – seni, glutei e cosce (simbolo di maternità).. al ritorno l’affare era bell’è fatto!!
curiosità n°2: ora all’inizio del viale abbiamo solo 2 leoni (che arrivano dai ponti distrutti sull’Arno) ma prima c’era un tripudio di statue dall’alto valore simbolico:

in prima linea gli animali simbolo delle principali città del Granducato il Leone Marzocco con il globo sotto la zampa (Firenze) e la Lupa con i 2 gemelli (Siena e i 2 fiumi Arno e Arbia), seguiti poi da 2 enormi aquile a 2 teste ed ali spiegate, simbolo dell’Impero Austro-Ungarico con sul petto lo stemma mediceo; a chiudere 4 statue di dotti della Chiesa ai quali però vennero rifatte le facce, aggiunta una corona d’alloro e trasformati nei 4 sommi poeti Omero, Virgilio, Dante e Petrarca, per concludere il tutto c’erano 2 vasche vivaio.. oggi le statue dei sommi poeti si trovano al Museo dell’Opera del Duomo (dove si trova anche una super copia della facciata del Duomo, alla cui realizzazione ha partecipato anche mio fratello, quindi andatela a vedere!!), le vasche sono state tappate e le statue degli animali son sparite chissà dove!!
👣 siam così giunti alla fine del nostro giro tra parchi, epoche, viuzze e guerre .. dalle stalle alle stelle l’è un attimo!!!
BIBLIOGRAFIA E LINK VAGANTI
Mappa: Ed DREAM “n4 Firenze, Chianti fiorentino e Val di Pesa”
LIBRI:
Piero Bargellini Ennio Guarnieri “Le strade di Firenze” Bonechi Editore
Andrea Petrioli Fabrizio Petrioli “I dintorni di Firenze alla sinistra dell’Arno” Ed. Sarnus
LINK:
Wikipedia
Orario autobus Firenze: Autolinee Toscane
Osservatorio Astrofico di Arcetri
Peak Finder = la app per identificare i monti
La mappa della DREAM e la bibliografia le potete trovare alla mia libreria preferita e con la quale spesso collaboro: Libreria On The Road in via Vittorio Emanuele II n 106

A presto!!
ULTIMI ARTICOLI
- “IL MIO” BORGHI E COLLINE: TAPPE 1, 2, 3
- “BORGHI E COLLINE” la guida
- BORGHI E COLLINE
- I DINTORNI DI FIRENZE ALLA SINISTRA/DESTRA DELL’ARNO
- SULLA RIVA SX DELL’ARNO: da Firenze a Lastra a Signa
Eccomi
Contattami
Servizi
Shop
Seguimi
Tracce
©️ 2023 Camminando da Firenze
Lascia un commento